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lunedì, maggio 31, 2004
ti prego, olia le tue ragioni..a contatto con le mie, stridono
amo gli spinaci, la verità, il successo, il cane, il tabacco, la vita
con fracidi stracci d’ottimismo asciugo pozzanghere di lacrime e latte - strizzo e butto - strizzo e disperdo con manovre esatte - in precario equilibrismo, incero il piatto che copre il buco dopo l’alluvione - cosa pensi contenga quell’occluso anfratto che m’ostino a coprire? densi grumi di brodo, brodo di muco, qualche goccia d’olio di gomito rarefatto - mi può sempre servire: ci lubrifico la mia ragione, ché non strida nel ruvido contatto - lucido tutto..ecco: ora brilla a specchio l’algida allusione - fatto questo, mi pento e butto tutto - rallento il movimento -resto ferma e canticchio “nessuno dorma”, turandot il naso - leggerissimamente calma, riposo - in-vento..
domenica, maggio 30, 2004
parole, parole, parole
..vengono da non si sa dove e pervengono a non si sa cosa
venerdì, maggio 28, 2004
come si diventa ciò che si è (1.0)
quattro giorni dopo aver aperto questo blog, me ne chiedevo il motivo già da 96 ore
giovedì, maggio 27, 2004
ma allora..se la vita comune è di natura utopistica, la verdura surgelata è il vero senso della verdura fresca..
le stesse cose ritornano
hai presente la moviola? ecco, fai conto che ne abbia rimediata una usata (arcaica, obsoleta) e me la sia installata al centro della testa: l’archivio delle pizze mi straripa d’infiniti anni di collezionismo di un unico soggetto (altrui) girato con mille tecniche, con ruoli caleidoscopici affidati ad uno stesso interprete che, guarda caso, è autistico - frammentari spezzoni rimontati in sequenze senza nesso, babilonico doppiaggio di monologhi che, in schizofrenico conflitto, si affrontano nel tentativo di diventare dialoghi, indicibili e/o inconciliabili tra loro, rumore puro senza significato - nessun progetto, ma solo il caso guida l’assemblaggio dei frammenti in un discorso polimorfo e deconcentrato che non è nè metafora nè flusso incontrollato, con poche tracce d’ironia, del resto involontaria - in quel vuoto così pieno di nulla, in cui il caos è la premessa del ricombinatorio, è il contesto che crea il codice interpretativo - come se una specie di specchio, riflettendo l’immagine si muova e cambi mentre e solo se qualcuno la contempli - in pratica, un blob
mercoledì, maggio 26, 2004
del se e del ma
..un giorno, cercando d’interpretare e ri-descrivere la realtà, t’accorgi all’improvviso che azioni, pulsioni, forme e sentimenti si sono trasformate in un’implosione caotica di schegge caleidoscopiche, eterogenee e prive di significato, decrittabili soltanto attraverso un sistema di linguaggio che ne parli - il “montaggio” (in modalità casuale) di tutti quei frammenti residuali di senso può generare una tua realtà - ma, spesso, si tratta di un pastiche..
martedì, maggio 25, 2004
anche chi è senza qualità può avere un blog dotato di qualità (purtroppo, non è questo il caso)
chi voglia varcare senza inconvenienti una porta aperta deve tenere presente il fatto che gli stipiti sono duri - questa massima è semplicemente un postulato del senso della realtà - ma se il senso della realtà esiste, e nessuno può mettere in dubbio che la sua esistenza sia giustificata, allora ci dev'essere anche qualcosa che può essere chiamata senso della possibilità, dove sia possibile girare costantemente a vuoto senza protezione dentro l'assenza di significato - e dove il caos relativizzi ogni certezza..
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