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venerdì, ottobre 29, 2004
il manoscritto trovato nella cozza
questa la breve cronaca del fortunoso ritrovamento di un manonscritto che, incuneato dentro un mitilo finito nella rete, poscia affiorò alla luce, e di come fu che esso si rivelò al lettore distratto, colmandolo d’incontenibile gaudio e appagamento: tale impresa s’ascriva alla mirabile e perigliosa azione di un pugno di naviganti, già avvezzi all’arte del solcare il gran mare del nulla e al valicare ondate di lemmi naufraghi e galleggianti - nel corale peana che inneggia alla scoperta, i leggendari eroi dispiegano il loro coraggioso talento, sebbene persi ad inseguire la coda di sirena che, con mirabile costanza, s’intignano a divorare a morsi - la bizzarra crociata dei pescanti s’appalesa e agisce come fosse un ammasso di pupille concentrate in sincronico sguardo sulla preda nuda, rivestendola di motteggi, cavilli, distillati d’acutezza e molto, molto tempo - il miracolo del loro ubiquo mobilitarsi è solitamente annunciato da squilli di trombe intercalati al ritmico tac-tac di altrettante dita che, nel perpetuo e inesausto movimento, grondano liquidi sedimenti - i navigatori polimorfi celiano il loro corpo e, tuttavia, ne delineano con forza i contorni..
giovedì, ottobre 28, 2004
tuo, persempre
non so se vi sia capitato di visitare uno di quegli spacci di mobilio a basso costo i cui cartelli pubblicitari 6x6 trovansi disseminati in strategica copertura territoriale ogni due km fuori città e ogni 200m dentro - incuriosita dall’elegante telepromo in cui una coppia di sopravvissuti a qualche isola dei famosi ne strombazza festosamente i plus, mi faccio dolce violenza e plano nel paradiso del pressappochismo, al piano terra d’un casermone in simil-latta dove, in attesa che mi venga assegnato un numeretto che m’abbini al virgilio-guida di reparto, posso a mio bell’agio ammirare vezzosissimi pseudomobili in pseudometallo verniciato di pseudoverdepisello - alla prima occhiata potrebbero assimilarsi a tavoli ma all’osservatore attento risulta subito chiaro che se lo fossero, sarebbero per nani o bambole, adatti al massimo a sostenere un pacchetto di sigarette, e per giunta mezzo vuoto - in stile assortito a ciò, noto una discreta gamma di utili cosi tailandesi, tra cui uno d’altezza 10 cm circa s.l.p (sul livello pavimento), atto a valorizzare la coppia di..come li chiamereste? oggetti d’arte? mah..facciamo che sì..accasciati sul ripiano, che lasciano l’osservatore nel dubbio se rappresentino un tempio buddista dopo un terremoto, un amplesso tra due ectoplasmi o una gallina intenta alla cova - bon, col virgilio armato di taccuino passiamo a visitare i reparti mobili, che viceversa hanno un aspetto tristemente immobile, soprattutto i divani (o definiti tali): enormi parallelepipedi, spesso rivestiti di cotonina a mazzolini di qualcosa di vagamente vegetale, che si estendono, curvando di 90° a mo’ di penisola, per complessive n.12 sedute (il numero giusto per la famiglia media italiana che, come è noto, è avvezza ai ricevimenti faraonici) - non bastasse, mi si offre l’opzione d’abbinarvi l’abnorme strapuntino, volenterosamente denominato “poggiapiedi”, di certo destinato all’ospite più disastrato e affranto (e tale deve necessariamente essere dopo la circumnavigazione dei circa 50 mq complessivi della casa media della sopra citata e estrosa famiglia-tipo) (segue)
mercoledì, ottobre 27, 2004
senza titolo
vai a trovare un amico..
il padrone di casa è assente ma, via cellulare, ti accoglie attivando le seguenti dinamiche di benvenuto: 1) dal citofono una gioiosa voce registrata t’invita ad entrare 2) la porta si apre e si richiude, ricollegando l'allarme elettronico 3) si accendono le luci, incluse quelle di garage e cantina 4) nell’aria si diffonde prima un aroma di “violetta di parma”, poi le note di carmina burana (a volume max) 5) si abbassano le tapparelle del soggiorno mentre una parete mobile si sposta e svela lo schermo gigante dell'impianto home-show (una chicca per intrattenere gli ospiti): parte il video (si tratta della cronaca minutoxminuto dell’ultimo campeggio a ladispoli del tuo ospite) 6) si accendono all’unisono la caffettiera e l’aspiratutto, programmato in casuale coincidenza con la tua visita inattesa
- cinque minuti dopo, già rintronato dai decibel impazziti dell’impianto audio, dall’odore nauseabondo di violette e in preda all’horror vacui prodotto dal video, sei in ginocchio e tenti di disattivare l’aspiratutto che inopinatamente t’inibisce la già impossibile fuga avendo risucchiato le chiavi della tua auto - intanto la caffettiera, in cui nessuno caricò il caffè, ti fornisce dell’ottima acqua bollita da contemplare in attesa che si sblocchi il pannello a scorrimento dello schermo scattato in posizione off tra soggiorno e cucina proprio mentre ti trovavi al suo interno e armeggiavi per staccarne la spina - mezz’ora dopo salta la corrente (e il guasto è in centralina..) - l’acqua che fuoriesce dal frigo decongelato blocca l’impianto di riscaldamento..
- mentre il gelo s'estende ai tuoi 4 arti, ti scuoti e ti ritrovi nel bel mezzo di “la casa intelligente” - smau 2004, sezione domotica
martedì, ottobre 26, 2004
mostri per gioco (in pratica, un paradosso..)
di tutte le attività a rischio esistenti, una delle peggiori è acquistare e regalare giocattoli: a meno che non ci sentiamo vocati, per autolesionismo, ad alimentare la noia cristallina e tenace dell’infante che ha già tutto, dovremo preventivamente iniziarci ai misteri imposti dagli ultimi toy-trends (un buon metodo è sciropparsi qualche ora di catodici indottrinamenti pomeridiani su adeguato network) - altrimenti, bene che vada, la scelta si rivelerà non up-to-date, frustrante e perfettamente inutile: il ricevente, nella più salvifica delle ipotesi, l’accoglierà con contenuto dispetto oppure la rifiuterà ingrugnato, rivendicando il suo diritto alla sostituzione immediata dell’oggetto che, trattenuto tra quelle manine profumate di snack alla vaniglia, verrà valutato con imperscrutabile tempismo e rigettato nel tempo massimo di due secondi - e dunque, nell’offerta assortita di bambocci mostruosi e guerrieri mutanti da pre a post-belligeranti, meglio privilegiare quelli in grado di emettere urla allucinate eruttando materia vischiosa e perfino odori nauseabondi - ormai, aggradano così..
l’argomento m’induce a un'altra riflessione: in vena di panlogismi, mi chiedo se non sia tempo di mettere mano ad una trasformazione radicale e consapevole dell’immaginario collettivo avviando una riforma dell’eden tale da rivoluzionarne l’arretrata e sempliciotta bucolicità, popolando la nostra idea di paradiso terrestre non di diafane creature alate e scioccamente sorridenti ma di esseri mutanti e bavosi che, sciamando fra nuvolacce nere come la pece, si scambino rumorose, innocue e salutari mazzate sulla testa - il tutto (sia chiaro..in angelica e giocosa comunione) nel puro intento d'azzerare la noia..
domenica, ottobre 24, 2004
noir?
un tipo oscuro, alquanto sbronzo, completamente vestito di nero, con un cappello nero e un paio di occhiali neri procede barcollando nel mezzo dell'asfalto nero di una strada fiancheggiata da una scura e intricata massa di arbusti e alberi, proprio dietro una curva - la strada è completamente deserta: i lampioni di ghisa nera sono spenti, in cielo non c'e traccia di luna e l’aria è densa, saturata da una gran cappa di nuvole brune - le case ai lati della strada sono scure, hanno le finestre serrate, le imposte chiuse e, all’interno, tutte le luci sono spente - improvvisamente, da dietro la curva sopraggiunge a velocità elevata un'auto nera - ha i fari spenti ..il conducente, con una leggera sterzata, schiva senza alcuna difficoltà l'uomo nero
tutto questo pathos per raccontare un duplice colpo di fortuna, in una normale mattinata autunnale..
sabato, ottobre 23, 2004
ancora su blog e "scrittori"
questo non è un post ma un semplice test (ad uso personale) pubblicato in the filter 3.0 al solo scopo di valutarne, in termini meramente numerici (leggi: visite), il potenziale livello di attenzionalità del titolo..
venerdì, ottobre 22, 2004
horror vacui (il buio oltre la mano)
il testo era lì: solo, arido, muto, represso - e molto inerte - poi, si distolse da sè e, senza pudore, implorò il dialogo
- l'ebbe, e si fece vita..
giovedì, ottobre 21, 2004
sulla posterità
ora, mettiamo che un giorno un editore vocato all’avventura, in un attacco di postfilia compulsiva decida di raccogliere e pubblicare un’antologia di post, scelti a rappresentare le istanze relazional/culturali della nostra era (naturalmente potrebbe anche trattarsi di un poderoso saggio sulla incidenza nei blog dell’uso del font arial rispetto al verdana..ma l’effetto sarebbe pari!)
ora, mettiamo che tra cent'anni i nostri posteri trovino traccia della suddetta meritoria nonchè tracimante opera apocrifa e ne ricavino, delusi e/o deliziati, un quadro retrospettivo dell’espressività sdoganata, delle turbe, dei soprassalti morali o umorali e degl’incantamenti dell’era pionieristica del blog: immaginando tale ipotesi, noi postanti dovremmo, con temerario disincanto e saldo decisionismo, distogliere dalla nostra opera il superfluo, il non-perfetto, il trasandato, il vago..ovvero ciò che osterebbe al sereno apprezzamento del nostro poliedrico sforzo, minando tanto la nostra aura d’artista che lo sviluppo psichico/culturale di future generazioni di lettori -
per completezza, sarebbe utile accorgimento lasciare disposizioni severe agli eredi dei nostri blog acciocchè i cari congiunti possano salvaguardare il prezioso patrimonio epistolare (oltre al decoro familiare e il buon nome dell’umanità in genere) nella ipotesi che la nostra vera identità risulti palese o facilmente smascherabile - il compito diventa più complesso se avremo, per vanità o debolezza, diffuso in rete la nostra effige formato-tessera (un rollerante santino, solitamente parecchio mosso, dove le sembianze sono solo evocate da tenebrosi assetti in chiaroscuro e striscianti sfocature) sebbene chiunque possa notare come c’è chi, con lungimirante intuizione, già offuschi il volto con altrimenti immotivate nerissime ed ampie lenti..
martedì, ottobre 19, 2004
striscia la minuzia
riuscite anche voi a immaginare un minuscolo punto scuro perso in uno spazio bianco? e..non sembra anche a voi una lettera? evvia sì..potremmo con buona approssimazione affermare che quel punto è nient’altro che una lettera (una breve consonanza tra una curva e un’asta solo leggermente pendula) - la lettera è minuscola - e non è isolata: a ridosso del lato curvo sostiene un punto (ma il punto è che questo punto è propriamente un punto) - insistendo, potremmo sospettarla inseguita da un vuoto, un’assenza, una pausa, un soffio che preceda un altro punto scuro che, s’intende, non è un vero punto ma un’altra lettera, sebbene questa ci sembri ripiegare sinuosa in doppia curva, senza traccia di rette, nè pendule nè svettanti - e appoggiato (lo immaginavate?) c’è ancora un punto (ovvìa..abbiamo ormai imparato che si tratta d’un altro punto-punto!) - per oggi, non ho altro post da offrire che questo: un post scriptum
lunedì, ottobre 18, 2004
tanto per cambiare, questo post è fasullo!
"ironica come i tipi liceali": certo sostavo. fuori da questi ozii ironici sapevo scadere. pensavo: “non manomettereste il gatto a queste letture? e dico che per una lettura voi decidevate di sgarrare. anzi!». “tu non sgarreresti?” chiese incredulo durante una lettura. “certo!” ammetto che, se fossimo stati manomessi, una mia lettura sosterebbe circospetta. “tu manomettesti i sadomasochistici ozii per la cuoca?” “sicuramente!” (sgarrando, pensavo di sostare) - ”stai manomettendomi l'unghia” dissi: “non ingioiellarmi il crampo!” (sì, per le unghie questo crampo tossicchiava..) - così, orizzontò un ozio: “perbacco, ci stiamo scannando una lettura attraverso queste eiaculazioni ironiche!”. sicuramente quell'ozio ironico si lagnò: “perché sgarrare? non posso parancare per il gatto. per la ragazza politicizzerebbero una pipa a patto che l'ozio manomettesse il cucchiaio sotto il tipo ironico” - Intanto, quando manomise l’unghia, piazzò una lettura ironica sul gatto.
questo è un esempio di testo che ho realizzato (e solo leggermente modificato) con "il ribaltatore", un generatore automatico di post
immagino sia possibile ampliarne le funzioni incrociandolo con un generatore di equivoci e diatribe - se mai esistesse, l’utile strumento donerebbe ai nostri post quel gradevole tocco polemico capace d’indurre il lettore sensibile a prendere posizione (pro/contro), alimentando eleganti bagarre che ci consentirebbero di tener vivo il medesimo postato per mesi - volendo strafare (o minimizzare i crucci), potremmo eventualmente accessoriarlo con un generatore automatico di commenti..
(aggiornamento: dice luca, autore de "il ribaltatore" che gli "incroci" da me ipotizzati sono fattibili)
domenica, ottobre 17, 2004
attenzio', buttiglio' ('a onne'è sciuto 'o guaglio'?*)
qualcuno, se può, mi spieghi questo cripticopensiero :
"i bambini che invece hanno solo una madre sono figli di una madre non molto buona, mentre i bambini che hanno solo un padre non sono bambini perché un uomo da solo può costruire un robot ma non un bambino, nemmeno uno sfortunato come che quello che non ha un padre"
(*chi ha generato il bambino?)
sabato, ottobre 16, 2004
lessico spiazzante
colta questa mattina sull'autobus: "..ricelliamoci più tardi, chè qui c’ho poche tacchie"
giovedì, ottobre 14, 2004
secondo avviso: non allarmatevi per la scomparsa dei link - sono al restauro
presa di coscienza e avviso: da questo blog (anche normalmente) non si ricava nulla
non dica dica, per favore..
succede continuamente di sentirci apostrofare (al telefono, in ufficio, in taxi etc) con un garbatissimo "scusi..?" che precede l’istanza interlocutoria vera e propria - solitamente rispondiamo con la più standardizzata delle formule: "dica!" - non che l’abusata espressione nella sua essenziale asciuttezza manchi di efficacia, ma gli è che l’incoraggiamento suona parecchio usurato e sebbene espliciti la nostra conciliante benevolenza e predisposizione all’ascolto, pure difetta di quella verve creativa che donerebbe alla nostra risposta un carattere inconfondibilmente frizzante - per venire incontro a chi avesse in uggia gli stereotipi, propongo, al posto di "dica!", alcuni suggerimenti alternativi con, tra parentesi, il carattere associabile:
"scusi..?"
scusi lei! (masochista) / è scusato! o non è scusato! (giustizialista) / saltiamo i preamboli (centometrista) / svisceri liberamente (internista) / sputi il rospo! (animalista) / ha già contato fino a 10? (analista) / prima gradisce una mentina? (salutista) / le spiace non sputacchiarmi in faccia? (igienista) / prego (intimista)
martedì, ottobre 12, 2004
fitwalking performer style - una pratica da adottare (meglio se a distanza)
nell’oceano di parole che ogni giorno galleggiano in rete, pesco la notizia dell’avvento in italia di una nuova disciplina sportiva praticata negli usa da oltre un anno: l’idea, già ignota al resto del mondo, è quella d’indottrinare il pedone simplex acciocché, in un crescendo di nevrosi da autoadeguamento ai più cretini trend d’oltreoceano, possa, con pedestre allenamento, trasformarsi in pedone complex, più bello e più sano che pria - l’iniziativa mi stuzzica e sarei pronta alla “passeggiata salutare” quando l’occhio cade sul paragrafo che spiega come ottimizzare la nuova pratica: così apprendo che non basta deambulare almeno mezz’ora al giorno con falcata rilassata ed elastica, ma occorre affrontare l’eccezionale impresa con tutte le precauzioni del caso, meglio se scortati da un consulente: il personal fitwalker-trainer - questi è un esperto nella difficile e misconosciuta tecnica di spostare in armoniosa alternanza prima il piede sinistro poi il destro (o viceversa) lungo un piano più o meno perpendicolare al corpo - egli, con innegabile originalità professionale, dedica il suo tempo a combattere il decubito da stasi - egli saprà affiancarci/precederci o seguirci (dietro versamento di congruo pedaggio, ovvio) senza permettere al proprio occhio di distogliersi dalla nostra postura, dallo slancio e dal ritmo che noi profani imponiamo al nostro progressivo e ozioso andare - infine, egli non trascurerà il rimbrotto bonario (o, nei casi più ostici, la frustata) nell'ipotesi di una nostra inavvertita inerzia motoria (con accenno a sosta contemplativa) di fronte a qualche vetrina..(per fare acquisti, ideale sarebbe affiancare al fitwalker un buywalker e finanche un portapacchiwalker) - intanto, sembra che il fitwalking style abbia seminato sconcerto tra i postini, ambulanti, clochard e cani randagi che hanno letto questo
sabato, ottobre 09, 2004
车事评论, ·汽车调查, ·专题荟萃, ·封面故事..ecco, ora l'ho detto (non potevo tacere su un tema di così scottante attualità)
mercoledì, ottobre 06, 2004
la vigilessa (quasi un'ode)
ella vive ritirata, stanziando un po’ defilata nell’abitacolo di un’auto discretamente parcheggiata in anfratti alberati con poche luci e spesso in prossimità di semafori o incroci - ella è solita accompagnarsi con altro esemplare suo simile con cui riesce a ingannare i momenti imbastendo diatribe animate sui più vari argomenti inerenti le sue evidentemente amare questioni private benché chiunque possa notare come ella, non dispregiando affatto le proprie preziose funzioni e nel totale distacco da suppliche e/o ragioni, si fissi di vigilare sulla comunità, specialmente se civile, acciocché ogni automobile possa circolare in piena armonia con il codice della via, sua massima fonte ispiratrice di motti verbali ma soprattutto scritti di cui ella sovente lascia traccia con strani biglietti sul vetro di auto, talvolta (non sempre) colte in flagrante reato - sebbene non sembri evidente, ella è dotata di riflessi vivaci ed acutissimo sguardo a periscopio che mette a buon frutto (per mero principio), finanche in condizioni climatiche avverse, riempiendo decine di pagine di un suo curioso diario che poscia deposita, in triplice copia, presso i suoi superiori (che molto ne apprezzano lo stile sintetico ma ancora di più la conclusione) - ella nutre profonda avversione per l’utile attrezzo di cui è accessoriata, parendole inutile esternare con quel mezzo che fischia la sua abilità d’individuare il contatto in tempo reale tra la mano del guidatore e il suo cellulare - però, appena vede una mischia, la brava signora scompare
sabato, ottobre 02, 2004
imprevisto a bloghollywood
la ragazza è stupenda - l’epidermide traslucida del viso è ombreggiata da spolverate di rosa tenue, in tinta con i 53 cm di lucida stoffetta dell’abito, reso impalpabile da una teoria di sbuffi di chiffon, sovrapposti e lievemente trasparenti - i capelli castano chiaro ricadono sulle spalle appena scoperte, intrecciati in lasche volute - una ciocca sporgente sulla fronte ne ombreggia l’ingenuo sguardo smeraldino che, schermato da curvatissime tende ciliari, è rivolto, assorto e ispirato, verso un punto indefinito posto parecchio in alto - sandali ricamati incorniciano i piedini soavemente avviluppati da stringhe che ruotano attorno alle caviglie levigate e sottili - l’assistente inanella il delicato collo di fili di sfere colorate mentre altre mani sapienti sottolineano il contorno delle labbra con un pennello intriso di una tenue nuance color geranio - l’obiettivo abbraccia l’immagine perfetta e speculare di una creatura diafana e sfumata come una visione pre-rinascimentale - sullo sfondo, candidi pannelli rischiarano l’effetto delle luci artificiali - s’apre il flusso di vento fittizio a muoverle soavemente la ciocca sulla fronte - poi, ogni movimento s'acquieta e sibila il motore dell’operatore di ripresa.. "splash!" lo schianto s'abbatte sul silenzio rituale del set: la divina fanciulla vacilla, poi stacca la mano dalla rosea gota che subito s'arrossa - tra il brusio della troupe qualcuno grida “stoooop” “che c’è?” “mortacci..ma nun vedi che m’è entrata in campo 'na zanzara?” starnazza l’eterea fanciulla
venerdì, ottobre 01, 2004
seminario d’ottobre: “tecniche e strategie del commento”
programma
esercitazioni introduttive: all’allievo viene richiesto di effettuare una serie di escursioni esplorative su 10 blog a caso onde ricavare dati in relazione a: frequenza, congruità e lunghezza media dei post ivi contenuti - lo studente dovrà individuarne, con letture multiple e incrociate 1) il senso, ove mai ve ne fosse 2) il substrato cognitivo (questo al puro scopo di rintracciarne tempestivamente le fonti googoliane ispiratrici e commisurarvi il proprio illuminato intervento)
parte I - esercitazioni preliminari:
la prima fase consiste nell’azzeccare, con la migliore approssimazione possibile, il numero dei commenti che il post preso in oggetto riceverà (tenendo presente la variabile splinder): se il numero è superiore a 40, ci sono 90 probabilità su 100 che qualcuno noti la portanza qualitativa dei commenti - in questa fortunata ipotesi, si potrà liberamente esprimersi con simbologie sintetiche ma efficaci del tipo J o del tipo :-)) - in entrambi i casi, è comunque meglio evitare di leggere prima il post (per non confondersi le idee e perdere la concentrazione)
parte II – la comprensione del post: strategie di lettura
prima di commentare un post, è opportuno scegliere il metodo più confacente alle proprie abitudini di lettura: orizzontale, verticale, diagonale, a sommario, a blocchi, a scacchiera, a righe alterne, a volo d’aquila, ad occhi chiusi e/o a monitor spento
parte III - come dinamicizzare la propria capacità reattiva
in questa sezione s’imparerà a tentare di inserire un commento in 10 blog diversi, contemporaneamente (ai meno dotati si consiglia risolutamente di riciclare ovunque il medesimo, cambiando almeno la punteggiatura)
parte IV - metodo infallibile per sottolineare la propria cultura enciclopedica usando soltanto 3 lemmi
parte V - come ottenere lo spiazzamento del’autore del post mediante rovesciamento del suo punto di vista o, in alternativa, adottando la raffinata tecnica dell’insulto mascherato
parte VI - 10 metodi per entrare ed uscire compulsivamente nell’immaginario collettivo, eliminando il congruo e valorizzando il superfluo (con terapia di recupero abbinata)
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