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giovedì, gennaio 27, 2005
martedì, gennaio 25, 2005
una mattina mite, nata limpida e serena dalla foschia evanescente che arricchiva di un dovizioso arabesco di luci e di colori il quadro verde-azzurro della campagna circostante, lontano, sulla linea dell'orizzonte, avvolto da una cortina lieve e sottile di nebbia..lo vidi - il corpo metallizzato color pervinca, una greca di piccole decorazioni sulle ali, procedeva deciso in direzione nord ovest, ad una quota di 276,12 mt s.l.m. e una velocità costante di 80 nodi - per puro caso, puntando il mio binocolo con macchina fotografica digitale integrata e digicam 1.3 megapixel 1820x1024, il tutto pagato (con carta visa) 417.60 dollari via internet, ne potei evidenziare con mirabile precisione la morfologia e le esatte dimensioni - osservandolo meglio, mi sembrò (forse a causa d’una raffica di vento) che non trimmasse correttamente allorchè, ergendosi in verticale, cabrò ai limiti dello stallo stressando le superfici alari da cui sporgevano curiosi flaps - certo si preparava alla manovra del cobra - mentre, controllando una mappa scala 1:50000 acquistata l’anno scorso in piazza rinascimento a 4 euro, ne ipotizzavo la rotta, mi resi conto con infinito stupore che l’ala sinistra non appariva allineata con la destra, ma flessa di 40° - ad un più attento esame (è che sono un tipo pignolo), scorsi anche qualcosa d’insolito nei piani di coda, da cui sporgeva una cosa buffa che poteva (doveva!) essere il carrello - poi, improvvisamente, con virata secca, puntò verso il basso, planò e, seguendo un’elegante parabola, atterrò a due passi dalla mia postazione: appena diradato l’inaudito polverone che la manovra aveva agitato, piegò a 90° le immense ali piumate e rassettati con gesto indolente i lunghi boccoli sbiondati dall'aureola, estrasse dalla cintura ricamata che gli cingeva i fianchi un consunto e accartocciato pacchetto di camel:"buongiorno" mi disse mentre un’espressione candida e incosciente gl'illuminava il viso "sono gabriele, l’arcangelo addetto alla sua custodia - ha mica d'accendere?" "con i serbatoi pieni? vada là..sarà mica matto! dove crede di essere atterrato, in paradiso!?" replicai piccato, e me ne andai voltandogli le spalle..
lunedì, gennaio 24, 2005
"ieri è stata una giornata veramente, ma veramente, sì, veramente da dimenticare" "perchè?" "..e chi se lo ricorda!" (a proposito: ricordo che mercoledì, alle ore 15:00, c'è blogrodeomaximo)
venerdì, gennaio 21, 2005
..quando i briganti saccheggiarono la città, il popolo esultò! furono indetti 3 giorni consecutivi di baldoria - si allestirono luminarie lungo il corso principale e le si tennero gioiosamente spente per tutta la notte - ad ogni angolo delle piazze vennero installati faraonici amplificatori che, per l’intera durata del tripudio, tacquero - per informare e coinvolgere la cittadinanza, i muri delle case furono ricoperti di ridondanti locandine, perfettamente bianche e sotto il municipio ognuno potè notare, nella perfetta staticità delle divise monocrome, i 60 elementi della banda cittadina stringere al petto con tenerezza le custodie dei rispettivi strumenti, orbate del loro contenuto - e d’altronde, nessuno avrebbe saputo suonare alcunché, esclusi i citofoni delle case - a mezzogiorno in punto del primo giorno festivo, le campane del duomo furono saldamente bloccate ad evitare che un incauto movimento ne sprigionasse il suono - un’agguerrita squadretta di giardinieri s’adoprò alacremente a che ogni aiuola, ogni pianta del parco cittadino risultasse rigorosamente spoglia - il capo della polizia municipale, lui in persona, passò in rivista lo stato delle pattumiere comunali, constatando con malcelato orgoglio l’efficienza del servizio n.u.: non un solo cassonetto era stato imbrattato d’inutile spazzatura, talchè la stessa risultava equamente sparpagliata lungo i viali, in artistico e maleodorante disordine: aleggiava nell'aria un delizioso tanfo di cipolla, cui molto giovò il determinante contributo di anziani e bambini che, eccedendo in abnegazione, andavano rovesciando secchiate d’escrementi, avvalendosi della collaborazione spontanea della locale comunità canina, peraltro già impegnata in asincroni e strazianti latrati - tutti si sentivano profondamente desiderosi di desiderare, sebbene non sapessero bene cosa.. (questo raccontino-au-contraire è work-in-regress - ovvero: quando sarò certa di non poterlo fare, lo continuerò)
giovedì, gennaio 20, 2005
"una cosa è una cosa è una cosa" (pare che la santa coalizione di sinistra abbia individuato almeno un punto fermo: il nome - i dettagli? sono qui)
mercoledì, gennaio 19, 2005
tenere alta la guardia
..eeeh, si fa presto a dirlo..è una parola! intanto essa, la guardia, pesa 98 kg al nudo e 112 in divisa - le armi d’ordinanza (pistola, e tagliaunghie) fanno ancora 9 kg - se mai ti capitasse di doverla tenere alta per più di 5 minuti, sono cavoli amari: innanzitutto segui alla lettera questi accorgimenti e buon pro ti faccia: propinati due bocce di anabolizzanti, 8 rossi d’uovo sbattuti e corretti con il vov oltre a 6 ore preventive di body-building estremo - e sì, perché ne ha di pretese, la guardia..“e stai in campana, e cerca di tenere desta l’attenzione, e tirami un po’ più su, ché da qui non vedo un tubo” oppure “oh, smettila di sbarellare, e che figura mi fai fare..ne va dell’onore dell’arma, del prestigio della nazione e, salvognuno, anche del mio personale metabolismo!” - mi hanno detto che può essere pericoloso abbassare la guardia - ti dico la verità: io, qualche volta, nel pieno della notte..eeh, la mollo lì, la guardia, poggiata a terra - tanto, tra il lusco e il brusco, chi vuoi che mangi la foglia?
martedì, gennaio 18, 2005
le corde vanno bagnate, purtroppo, almeno ogni tre ore - non ne ho il tempo - mi secca, mi secca l'implacabile rumore che emanano là, in basso - non mi lascia dormire - sento i loro sussulti stonati dal livore: il legamento stringe, stringe fino al soffocamento - ecco, ora le immagino raspare le pareti - coatte al laccio, serrate, paonazze e renitenti sfrigolano, s’irrigidiscono in verticali abbracci, slittano sfuggenti e supplicano d’essere lascate - con fatica, rantolano contorte chiedendo un lenimento..
ormai l’ambiente s’è fatto incandescente, il suono s’incupisce, sfuma prima in latrati poi in deboli lamenti (è il vernissage della mia afasia) - ho i tappi nelle orecchie, le palpebre affossate, l’assetto stanco, le labbra screpolate..le fonie lupeggianti, invecchiate, indurite dallo sfinimento, ribelli, stropicciate e immonde, mordono le catene - quanto impiegano a sfibrarsi? una mattina? quanto dura una voce? quando s’impenna? eppoi, a un bel momento, tace? "uffa (soffia la gola), ma basta..che tormento! passami una mentina"
lunedì, gennaio 17, 2005
uno spettro s'aggira..
era ora! finalmente veniamo informati che "con la sinistra miseria, morte e terrore"
- in effetti, ultimamente s'era notato grondare dai canini del professore qualcosa di sospetto..
domenica, gennaio 16, 2005
ah, bè.. pare (e lo scopro solo ora) che anche il mio termometro sia misteriosamente esploso - a proposito: ipotizzo che gli ectoplasmi lattiginosi e fosforescenti che a mio bell'agio ho avuto modo d'osservare in luminosa sospensione e/o in simmetrica danza intorno alla megantenna (di cui ho il privilegio d'apprezzare l'imponente stazza a mt.2 dal mio terrazzo) per tre notti consecutive (tra il 12 e il 14 c.m.), fossero espressioni di un potente e estemporaneo campo elettromagnetico - o, almeno, lo spero.. comunque, è deciso: l'anno prossimo, in vacanza, vado a lourdes..
sabato, gennaio 15, 2005
ricevo e converto in comunicazione di servizio il bando per un concorso letterario (..a premi), chez gardenia
venerdì, gennaio 14, 2005
pacificicificismi (più o meno)
se, notando che a giorni alterni il solito e invincibile drappello multizampe occupa con eroico impegno la vostra zuccheriera preferita accampandosi poscia in presumibilmente soddisfatta pausa rancio tra l’intercapedine mattonelle/piastra del piano di cottura e se dunque, assorti in tale contemplativa ma impotente attività, ipotizzaste una strategia difensiva basata sull’illuminante efficacia della parola e in conseguenza di ciò intonaste con voce ispirata e suadente puntigliose e sottili parabole sul conflitto bene/male piuttosto che aspri e veementi “j’accuse” sull’infranto rispetto della proprietà privata, sappiate che le formiche (che sono creature semplici) non vi fileranno di pezza -
inoltre, non vi stimeranno affatto e forse una, più sfrontata delle altre, potrebbe urlarvi (come ha fatto con me): taci, imbecille! (per comodità, l'ho evidenziata nella foto)
giovedì, gennaio 13, 2005
scherziamoci su.. (regolare i parallassi, pliis)
è tempo di processi: malgrado ciò mi stressi, sebbene non volessi m'indussi a dei ripassi di tutto quanto scrissi rileggendo i miei passi a individuarne i nessi, studiandone i progressi senza indugi commossi - marcando i chiodi fissi con dei segnacci rossi, sputando sugli stessi, curando la sintassi, scartando alcuni annessi, evitando i suffissi, salvando i paradossi intravidi i riflessi degli errori commessi (soltanto i testi omessi sarebbero promossi) - i dubbi non rimossi, i toni più prolissi, gl’inutili riflussi (ammassi non ammessi che pure mi concessi) ora volano bassi, pesanti come sassi - meglio che ne tacessi! scontati gl’interessi, magri sono gl'incassi - e i lettori connessi? sia mai li conoscessi, li scoprirei perplessi, di certo un poco scossi, quasi alla catalessi
mercoledì, gennaio 12, 2005
embè? uffa, ohibò, ezziandio, poffarre, eccheccaspita! (scusassero la scostumatezza: non è nulla - questo post si autoestinguerà così come si è automaterializzato entro una manciata di minuti) - forse..
martedì, gennaio 11, 2005
annunciazionecloppete clop, cloppete clop..l'ippotauro claudicante, impossibilitato a rodeare dai postumi d'un infruttuoso accidente, terrà una lezione di tango argentino (solo teoria) per equini sbrigliati, scioperati e/o riottosi a qualsivoglia gara - l'appuntamento è in stalla, naturalmente..(si raccomanda di presentarsi rigorosamente al passo, forniti di biada e caramelle golose sufficienti per un paio di happy hours - d'obbligo, zoccoli desperonati)
lunedì, gennaio 10, 2005
soddisfazioni (così, tanto per dire)
ieri, domenica, riunione chez moi di un buon numero di congiunti stretti per celebrare il genetliaco (a reti unificate) di tre capricorno e mezzo - dico a tutti, durante le preventive telefonate, che ho appena avuto una piccola soddisfazione, riferendomi a un articolo di quotidiano che mi cita (e che, curiosamente, oggi risulta il meno letto del secolo) - ecco qui, pari-pari, una panoramica delle reazioni:
A: "cos’è che hai? un blo..che? ma dove? sarà mica che mangi troppo pasticciato?" L: "articolo sul giornale? ahah.." R: "vabbuò, poi magari, dopo pranzo, gli diamo un’occhiata insieme - non è che hai conservato la pagina dei cinema?" E: "benone..però facciamo prima se mi fai un sunto" F: "ma va’? ma senti! ..un freddo cane, qui da te - hai messo il riscaldamento a bomba? eddai, che altrimenti si crepa! M: "uuu! però non ho con me gli occhiali.."
alle 17:00 son già tutti in viaggio di ripiego verso roma - con i fogli del corriere ci hanno incartato gli avanzi di pasta per matilda (il dogo di mio fratello L. non si sentiva bene e abbiamo dovuto tenerlo a dieta stretta) eh, lo so, lo so..ho una famiglia meravigliosa
fumo negli occhi oggi ho pensato che, per smettere di fumare, mi sarei affidata alla sorte, giocandomi la risoluzione a testa o croce: testa continuavo, croce finivo: sono già tre ore che continua a uscirmi croce..
sabato, gennaio 08, 2005
bizzarre coincidenze.. "giocare a blogrodeo", un bel pezzo sul corsera di oggi (da parte mia, un grazie al generoso autore) nota: riguardo all'articolo di cui sopra, qui è possibile postare soltanto commenti di tipo simplex - per quelli di tipo complex (dissensi, controversie, distinguo, puntualizzazioni, lamentele, rivendicazioni e/o ritorsioni), rimando al blog patarodeo, più adatto alla bisogna..
venerdì, gennaio 07, 2005
pazientate, il tempo libero passa.. (a proposito..pare che il recinto sia stato riparato)
mercoledì, gennaio 05, 2005
la notte del Grande Calzino
il collo gli doleva, sradicato dal resto - nude, rattrappite, le dita sfioravano la pianta fradicia, gonfia di umido vapore - già in fase putrescente, fetide esalazioni l’avvolgevano - il grande Piede era disteso esanime (se così si può dire parlando di un piede), gelato nel suo immobile giaciglio - il problema non era tanto il freddo, l'umidità, ma il cattivo odore che devastava l’aria - al solo scopo di salvaguardare la sua sopravvivenza in vista del futuro ricongiungimento col gemello, pregava ”eppure non ho colpe..il fato volle che fossi incapace di restare vincolato all'arto - il mio gemello no, lui ha un futuro diverso e non patisce la mia sorte: in una notte, con l’anno nuovo, smetterò di calpestare terre - ho fede che renderò giustizia - dopo, forse, potrò ricomporre la scissione..”
lui, nella solitudine assordante d’infiniti passi interrotti, si sentiva voglia di volare anziché camminare come gli competeva, di abbozzare passi di danza su e giù dall’eden, di giocare, di lanciare un pallone per aria e riprenderlo al volo, di starsene lì, inerte ed inutile, a ridere di nulla, semplicemente libero nel vuoto - fermo, contemplava le stelle, sognando..al principio fu l'Universo delle Nude Estremità Infinite - la creatura pedestre, viziata dal peccato, fu condannata all'attesa dell’Avvento del Grande Calzino, che una notte, una notte prolifica, apparirà splendente - e tale notte si moltiplicherà all’infinito, una ogni anno - all’improvviso, la Grande Calza Forata lo spinse con un tale scatto da sollevarlo di mezzo metro dal cosiddetto suolo, e prima che la debole gravità la costringesse a riplanare, l'avvolse tutto, spronandolo in avanti - finalmente incalzato, il Piede saettò con l'impeto di una freccia - poi picchiò verso il basso, in traiettoria verticale - volò un’intera notte, il blocco di carbone già innescato nella cavità dell’alluce, pronto a colpire..
martedì, gennaio 04, 2005
non mi piace l'esplicito
..vorrei che il mio lettore ricordasse che, qualche volta, i pensieri più profondi si nascondono - dove? in superficie (e, da domani, si ricomincia a intrecciare le parole)
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