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giovedì, ottobre 27, 2005
nella piazza a quest'ora già strippata, lui s’accorge che d'improvviso gli saetto accanto - sorride e protende le mani come nell’imminenza di una rivelazione - l’espressione sospesa tradisce un’incontenibile necessità di spendersi - mi stoppa e parla “ciao, come stai?” e senza attendere risposta, aggiunge “ti trovo bene” - "grazie!"- nel ciclonico frastuono degli svagati astanti, il latore d’elogi forza il tono e passa con ammirevole fluidità dalla prefazione alla sostanza “te lo dico sul serio: oggi sei uno schianto!” - mi giova il fatto - mi rallegro all’iperbole e arrossisco, smozzicando frasette che scherniscano un poco il complimento -poi, mentre abbocco alle piccole esche zuccherine che gli tracimano dagli occhi e dalle labbra, il generoso parolista mi lascia scivolare una carezza lungo il braccio fasciato di flanella rosso fiamma, indugia sul tessuto, inclina gli occhi devoti verso i miei capelli - li palpeggia da esperto “hai cambiato la fila..così centrata t’incornicia meglio - sei proprio bella, dai!” - lo spacciatore di sogni non ignora che vado incastonando ad una ad una le sue parole nel cofanetto di buone cose da ripescare nei momenti cupi - mezzo imbambolata, per non prestare altro fianco all’esuberante falsario di bellezze, saluto imbarazzata "scusa, ho un po' fretta, scappo"- "sei brava" mi fa, "vai, vai, buonagiornata" e zavorra a un abbraccio l’esigua consistenza dell’elogio che già s'impasta e svapora con la nebbia d'una quasi anonima mattinata - intanto, sollevata qualche metro più in alto, sorprendo un paio d’angioletti a stropicciarsi le mani: certi che il micro-peccato gli verrà perdonato, sembrano soddisfatti
martedì, ottobre 25, 2005
l'idea è eccellente - l'adesione è scontata - l'entusiasmo è alle stelle - il piano è in progress - la ciurma è allertata - l'arrembo è prossimo - ce la faremo a farcela?
lunedì, ottobre 24, 2005
non c'è nulla da fare - e nulla da spiegare - vorrei non dover mai niente dimostrare - mi piacerebbe saper comunicare per sintesi e scarnire, scalare, sottrarre, sfibrare, condensare - vorrei convincermi che non esista nulla di più semplice e completo di ciò che vorrei dire - vorrei macinare in polvere parole involute - vorrei imparare a soffiarle in mille lingue mute - vorrei avere una sola cosa da porgere - nuda, breve, essenziale - vorrei incontrare chi la sa ascoltare (nel caso avverso, la potrei mimare?)
giovedì, ottobre 20, 2005
caldo, pressante, fragile e flessuoso t’ammiro (e non ti stiro) / se assente..gelo, se presente, t'eleggo monumento all’intero che aderisce e serra in massa compatta due lombi sedentari / larvale gabbia continente della forma sfatta, infido scalatore dalle trame smaglianti che scorrono in tensioni verticali / se ti lacero cali o apri tragici squarci tra pori rosa e peli ineleganti
oh, collant!
martedì, ottobre 18, 2005
una vocina querula m’incita dall’interno - dice “come, hai già freddo? va là, vattene via e scapola l’inverno!”
sono possibilista: se fosse passabilmente tiepido e un filo meno eterno, sceglierei volentieri d’andarmene all’inferno
sabato, ottobre 15, 2005
lapo, in temporaneo soggiorno al mauriziano di torino (reparto neurologia), propone il nuovo claim per la grande Punto
giovedì, ottobre 13, 2005
leggiucchiando oziosamente di cose&casi letterari, vado scoprendo come sconosciuti affabulatori dal talento straordinario si nascondano in ognuno di noi: quello che alberga in me, per esempio, sa nascondersi benissimo
mercoledì, ottobre 12, 2005
è il quinto
è immarginifico
lunedì, ottobre 10, 2005
e mentre il tempo scivola impietoso, starnazzo ignaro della sorte e pigolo starnuti nel nulla polveroso fino al girar della vite e all’ordine imperioso “forza, eh..mangiare e pedalare a morte!” hanno disposto il checkup per l’aviaria..in batteria tira una brutta aria e se per anni sono stato il pollo a testa che spetta ai fortunati tra gli umani, ora mi tocca strascicar la voce: sono merce che s’avaria, scade e che, ogni tanto, nuoce - salve le mucche sbroccate e stralunate, salve le pulci su binari morti, salvi i maiali d’ogni tipo e specie, a noi inermi piumati tocca immolarci per sospetto atroce - altro che ovetto da propinare ai pupi, altro che brodo a risanare infermi! i miei colleghi per metà intontiti intonano coretti co-co-co-ncitati, ché qui si nasce incerti e sgallettati e, soprattutto, già mezzo-ammazzati - si sposta il baricentro della vita e noi si vola (sempre molto bassi) verso una solitaria direzione - la chiamano “estinzione”
sabato, ottobre 08, 2005
eccessivi allarmismi o allarmanti eccessi? coraggio, cercate di farcela a leggere (e meditare) questo
mercoledì, ottobre 05, 2005
all’improvviso, ciclostili invisibili presero a stropicciare carte immacolate - il pomeriggio smise ogni moina e lasciò che mi planasse sul collo una blanda randellata di luce - la mia anima ne fu investita e, ripiegandosi nel fascio d'ombra, cauta e spossata si massaggiò un polpaccio - poi sussurrò (e mai si seppe a chi si rivolgesse) "posso fumare?"
lunedì, ottobre 03, 2005
roma, ore 09:45 - la prevista esplosione all’interno della metro B è perfettamente riuscita, sebbene con lieve disappunto di carmen di pietro (la showgirl s’era aggiudicata la performance avendo vinto il concorso “siamo pronti al peggio”) il cui seno siliconato è stato fatto saltare grazie alla semplice pressione dell’unghia dell'indice della mano di un volontario, rinvenuto più tardi mentre s’aggirava in stato confusionale lungo i binari - viceversa stanno benissimo i suoi 499 colleghi della protezione civile, brillantemente impiegati per tenere a bada 5 cerebrolesi che tentavano di prestare soccorso alla de-siliconata, nella speranza di palpeggiarne le parti eventualmente rimaste intonse - al colosseo, per un imprevedibile disguido organizzativo, i tecnici della polizia scientifica hanno prelevato le impronte digitali ad un numero imprecisato di turisti giapponesi, con grave imbarazzo della farnesina che ha poi dovuto far passare l'operazione come una nuova forma di benvenuto rituale - per simulare l’incendio di auto in largo s. pantaleo non sono stati presi specifici provvedimenti ma ci si è affidati agli standard quotidiani che prevedono la combustione dolosa di una dozzina tra auto e scooter - per la simulazione dei danni agli edifici, non si è reso necessario l’approvvigionamento di finte macerie e calcinacci in quanto i suddetti sono regolarmente reperibili accanto ai cassonetti delle aree condominiali in ristrutturazione - nel tentativo encomiabile di cogliere tutte le occasioni per un rilancio dell’ospitalità capitolina, il sindaco veltroni ha già lanciato l’idea di ripetere mensilmente l’evento, ribattezzato (in omaggio alle défaillances procurate a negozianti, automobilisti, turisti e pendolari) “la mattinata in bianco” - ad esperimento concluso, dopo la liberazione dei giornalisti (confortevolmente ammassati in robuste gabbie circensi all’interno dello stadio olimpico), la cittadinanza compatta, grata e indottrinata, ha voluto dare un segnale concreto del proprio apprezzamento facendo brillare, ovviamente con spirito goliardico, autentiche cariche esplosive gioiosamente installate nei sotterranei della prefettura romana
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