SENZAQUALITA

   un blog da cui, eccezionalmente, non si ricava nulla

 




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consapevole di ogni possibile conseguenza e autoritorsione di questa affermazione, mi dichiaro DADISTA



mercoledì, novembre 30, 2005
 

istanze

il clown esegue virtuosismi e giochi di prestigio, tiene in bilico una colonna di bicchieri sul naso, semina boutades scoppiettanti (sostiene di sentire gli odori con le orecchie), si spiattella un uovo sulla fronte, inghiotte una candela accesa, spara e coglie una pulce in bilico sul trapezio, atterra un collega colpendolo sul cranio con uno spruzzo di panna, si sfila una maglia lunga diciotto metri, s’impiastriccia di piume, acqua, farina e ruzzola come fosse una biglia, piange, ride, canta filastrocche con voce baritonale, suda copiosamente e, mentre gli crollano sui piedi i pantaloni, s'accosta all'orlo d'un trampolino, pronto a buttarsi per centrare una minuscola tinozza piena d’acqua 

- il pubblico applaude stancamente: "sì sì, sei bravo! adesso, però, facce ride' "

di SENZAQUALITA | 10:05 | commenti (13)
unquality


martedì, novembre 29, 2005
 

in assenza (temporanea) d'autocoscienza

e noi che sappiamo dare risposte a domande inesistenti, che siamo fili di bava infinitesimali e tralucenti espulsi da un qualsiasi buco nero, sentenziamo così, così, così e così, come fossimo gl’ispiratori dei deliri di divinità pigre e pseud'onniscienti  - inutili e protervi - e, intanto che disputiamo, giochiamo alla morra cinese, da bravi bari invariabilmente vinciamo, assegnando al significante sempre punti zero

di SENZAQUALITA | 09:14 | commenti (13)
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domenica, novembre 27, 2005
 

..mentre la massa d’acqua si placava, l’aria ancora tremò - per un po’ le fasce di legno sembrarono flettersi come fossero brandelli di caucciù - un tempo indefinibile passò - nell’attimo successivo, sembrò che l’arca si ricomponesse col dignitoso sussiego di una marionetta nel finale della recita - tutto tornò immobile e disteso - fu allora che s’udì il lupo lanciare un grido due ottave più alte delle sue consuete corde - la scimmia, faticando a districarsi da una matassa del suo pelo, emise un rapido rosario di piccole bestemmie - l’oca si contò le piume e sorrise, come sempre a tutto impermeabile - la jena sputò il riccio che ospitava tra le fauci ormai ferite - la coppia di delfini piroettò tre volte su e giù dall'acqua, testandone il calore - un pitone s'accollò le pulci sulla schiena - il toro sfilò l’alga che gli si era incastonata tra le corna e tutti capirono di essere approdati in paradiso: a vederlo, sembrava tale e quale alla terra..

ci vollero parecchi, irritanti minuti perchè, nella luce azzurrina, le bizzarre e slabbrate frange della costa apparissero per ciò che erano, scure e impiastricciate da una strana coltre vischiosa - faceva freddo - l’orango s’aggiustò meglio la dentiera e chiese l’ora al nocchiero, poi riaccese il cellulare - malgrado grondasse acqua, gli parve funzionasse - provò a chiamare un tassì..

di SENZAQUALITA | 21:39 | commenti (9)
riciclaggi


venerdì, novembre 25, 2005
 

constatazione

a giudicare dal ritmo con cui vedo scattare il mio contatore visite, direi che i casi sono 2: o splinder "sta lavorando" veramente troppo, oppure il blog di questo ameno signore dev'essere davvero molto, ma molto letto..
di SENZAQUALITA | 17:09 | commenti (11)
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mercoledì, novembre 23, 2005
 

singolare fatto di cronaca

"uomo insultato, perde la faccia"

gli era accaduto poichè non stava al gioco

gioco non è parola esatta: meglio dire al giogo

il giogo gl’imponeva di far finta di nulla

(far finta di nulla è regola prudente nei casi della vita)

(i casi della vita sono spesso soggetti a ostilità)

l’ostilità ostentata gli fece crollare ogni cautela

con la cautela perse la cognizione di causa

la causa era nascosta, a onor del vero

il vero, gravemente offeso, scadde a basso livello

a quel livello s’involò un insulto

l’insulto lo colpì saltando le premesse

le premesse erano in anticipo sul venire al sodo

il sodo gli sfondò un orecchio sul più bello

e sul più bello avvampò come se fosse fuoco

quel fuoco gli bruciò tutta la faccia

la faccia s’arrossò e, palesemente paonazza

svanì, di lì a poco

di SENZAQUALITA | 15:51 | commenti (18)
unquality


martedì, novembre 22, 2005
 

facciamoci del male

scrivere non è un'attività salubre - è una malattia - è una malattia incurabile - tanto vale, dunque, continuare a scrivere

di SENZAQUALITA | 10:15 | commenti (15)


sabato, novembre 19, 2005
 

bilancio d’una stasi

2 giorni di adsl out, di server impallato (per tacere di splinder) e di computer spento - eccone il risultato:

n.2 colazioni cappuccino/cornetto consumate al baretto in piazza

n.1 lunga passeggiata a raccogliere pigne

n.2 escursioni proficue al supermercato del materiale elettrico

n.1 libro interamente letto a letto

n.4 ore di abbiocco a spiare le nuvole, in terrazza

n.1 brillante restauro del vaso cinese da me medesima rotto

numero imprecisato di telefonate insolitamente ricevute e fatte

n.24 circa handmade-biscotti (del tipo buono ma brutto)

n.9 ore filate di sonno, la notte

n.35 sigarette intonse

che bella, l'innocente fuga vacui dall'imperativo, a trastullare minuzie rilevanti nel battito di ciglia d’un quasi nulla lungo 48 ore (e figurarsi che, a un certo punto, ho perfino creduto che il preparare l’impasto dei biscotti fosse un puro atto creativo)

di SENZAQUALITA | 08:38 | commenti (21)
assenze


mercoledì, novembre 16, 2005
 

annuntio vobis un trasblogo eccellente

da una costola incrinata di roquentin.net, nasce unità di crisi - una rivista che, come  atena, esce dalla testa alla vista già adulta, già vestita e (se non sbaglio) armata: a una prim’occhiata, più che unità di crisi, qui s’intravede l’unità di crasi d'un coacervo di temperamenti che, contaminati gli uni dagli altri, danno vita a un’alchimia d’umori, una combinazione aspra, amara, forte, tenera e spumeggiante di sangue, flemma, bile bianca e nera che ci voleva e, se prima non c’era, ora c’è!

di SENZAQUALITA | 12:49 | commenti (9)


martedì, novembre 15, 2005
 

fare luce

iraq: trovate le armi di distruzione di massa"il fosforo ha un nome molto bello, vuol dire portatore

di luce, è fosforescente,

c’è anche nel cervello.." (caspita..

anche nel cervello??)

Primo Levi, "il sistema periodico"

di SENZAQUALITA | 08:52 | commenti (8)


lunedì, novembre 14, 2005
 

non ditemi che oggi è lunedì!?

campagna per l'abolizione del lunedì

di SENZAQUALITA | 13:42 | commenti (7)


venerdì, novembre 11, 2005
 

lo zen e l’arte di spappolare un telecomando

non avvi dubbio: sono, i nostri, tempi artificiosamente velocizzati e inclini all’accelerazione..chi resta nella stasi, prima o poi crolla e sprofonda negli oscurissimi anfratti della terra

ho seguito ieri, e per la prima volta, il profeta catodico ideatore d’un tormentone di successo che categorizza lentezze e dinamismi, sbilanciandosi, audace e trasgressivo, nell'apologia dei secondi (intesi in senso lato) - e ho appreso che l’omelia settimanale ha già catechizzato un circa 46% delle genti shareggiate - bon, mi sono detta, per allinearsi alla teoria novizia toccherebbe, a priori, sfrattare la pigrizia! ma prima d’adeguarmi a pratiche agoniste e "mozza fiato", (fase posteriore al "fiato sospeso" e in netto anticipo sulla probabilissima e finale "stroncatura del fiato") dovrei sbaraccare ogni indugio dalla mente  e abbandonarmi alla ritmica travolgente -  così, dunque, m'obbligherei ad infliggermi l’apnea dell’urgenza piuttosto che adottare un lento e più prudente respirare? e tutto questo, in omaggio a quale religione, a quale scienza? per collassare in guisa di pietra rotolante dovrei rinunciare a ogni festina lente? scollata dall’album delle figurine virate a seppia, dovrei trasformarmi in macchietta colorata e rocchettara, lasciarmi trascinare via e immandriarmi a ballare esagitata nella valle del banale che, come noto, confina con la prateria del nulla, proprio là dove s’agita, abissale, la palude della schizofrenia? naufraga nel mare dei dubbi, mentre beatamente m’assopivo a metà del sermone, ho avuto la visione soave d’una patty smith che affondava in un vortice di cacca - e v'affondava curiosamente lenta

di SENZAQUALITA | 15:01 | commenti (5)
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giovedì, novembre 10, 2005
 

pastiche: un delirio istigato da effe

la donna del tenente italoamericano (o che sia, forse, la nonna?)

- la voce fiacca e contratta da catarri ingarbugliati a volute d’un moncone di sigaretta manco avesse una stecca incastonata nel palato, la gagliarda nonnetta scruta il nulla e confessa  devo la mia esistenza provvisoria ad un difetto di presenza - sono un oggetto catapultato dentro un soggetto seriale - coniugata all’infinito con un  participio presente molto imperfetto, vivo il mio magistero familiare apposturata, dietro lo schermo della timidezza, sul quarto canale - lì, spendo le ore in cerca d’un riscatto e aspetto l’alba d’un giorno risolutivo che getti luce piena sul sodalizio con l’uomo noto, seppure senza nome*, mio compagno di vita

- il tono sale e, intanto che racconta, monta il risentimento

per lui, spesi anni luce a sbiancare calzini e rabberciare abiti e impermeabili stazzonati e puzzolenti di sigaro e d’altre diavolerie piccanti - vestale reticente e solitaria in colonia penale senza secondini, questo mio ruolo di comprimaria nella colombaia catodica, evanescente e mal connotata, mi deprime e stanca..

- qui dovreste già intuire (malgrado io tenti di sfumare i dettagli della scabrosa sostanza) la tragedia dell’anziana domiciliocoatta - il suo racconto continua, oscillando tra ciò che precedette l’amaro adesso e un lieve accenno a ciò che seguirà

"ormai sono determinata - voglio affrancarmi dall’immagine d’ombra laterale mezzo esibita e mezzo raffrenata che spaccia il mio consorte e, logorata dai pettegolezzi su una mia presunta insipienza, remissiva ma indomita, mi balocco a ricamare punto per punto, e in nero, secondi fini che, realizzati, mi trainino da catartica mattanza coniugale a  felice vedovanza

- incalza, la vegliarda incattivita

"ecco, mi metto a nudo! sono la donna di quel tenente che passa per segugio dal fiuto fino e tatto inesistente - penelope strafatta di sceneggiate mute, accarezzo il progetto d’avvelenare l’orbo di rispetto che m’ha sposata e che, per pudore" (un’imbarazzante differenza d’età separa la coppia: non vi avevo detto che, se lui è sessantenne, lei è centenaria?!) mi cela e ostenta in rapida alternanza - in quarant’anni di sodalizio non ho avuto chances - oggi, invece, ho speranza d’affrancarmi e rovesciare la trama – ebbene, vi anticipo che nel finale del finale, l’indagatore invincibile muore - e tutto questo, come ultima emozione ché; altrimenti, vi ricordereste di me? - in fondo, non sono che una citazione..

mi chiamano "la tragica" -  vivo a los angeles - di cognome faccio colombo"

notarella

l’ibrido e bastardo personaggio nasce da una contaminazione multipla tra uno sceneggiato (il tenente colombo, di r. levinson  e w. link , un romanzo filmografato (la donna del tenente francese, di john fowles) e un'indimenticabile parodia (nonita/lolita, di u. eco)

* a tutt’oggi, s’ignora il nome di battesimo del tenente Colombo

di SENZAQUALITA | 15:52 | commenti (8)
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mercoledì, novembre 09, 2005
 

post d'intrattenimento

oggi, al solo scopo d'alleggerire la mattinata, propongo di

"cercare il melo nell'uovo"

passatempo sobrio e originalissimo che richiede pazienza, notevole dispiego di tempo libero e impegno titanico (soprattutto nella preliminare e fastidiosa fase d'implantamento dell'arbusto nell'apparato genitale della gallina)

di SENZAQUALITA | 09:14 | commenti (10)
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martedì, novembre 08, 2005
 

dove, per chi e percome trenta persone si fecero corsare

a grande richiesta (grande?? cala, cala..facciamo "a richiesta", evvia), relaziono sul mega-flash mob  (mega? naa..forse intendevi "micro", nevvero?) di fiano romano (fianochee?) per Pasolini (ah! bè, sì, quel nome in effetti ricorre, in questi giorni..)

corsari in gabbianessuno ce l’aveva detto - quando, alle 12 in punto, la vediamo che arranca cadenzata e solenne al centro della piazza, ci scrutiamo perplessi e un bel po’ straniti: gesugesù, ecch’esagerati, questi del Comune: era mica il caso che la banda musicale si mobilitasse..ché, in questo mob che andiamo tramando, ci sembra stonino tanto i tromboni quanto le grancasse! l’equivoco è chiarito e voci amiche c’invitano a sloggiare in fretta (altra, è la ricorrenza!) - disposti a gruppi, noi s’avanza con le terga al muro, semi bendati e semi frascicati di pioggia e intanto che la musica s’attesta sull’attenti e l’aria si prosciuga, per noi inizia la festa: mezza brigata di guercini sfodera l’arma bianca dalla tasca, e mezza tenta a fatica di mantenere l’attenzione desta: una quasi trentacinquina di gole spiegate prendono a sventagliare tersi versi su gli astanti - il brunetto dalle lunghe gambe apre la lista “io so i nomi..” e intanto, sul sagrato della messa sciamano 7 o 8 pulzelle sfegatate, un occhio solo per guatare dove mettere i piedi, attente non cadere nella trappola viscida di vacue sviolinate - poi, è l’arremba al castello - dal balcone ducale sfugge l’assolo, quello programmato - ora non piove più - nel borgo si fa silenzio - qualcuno dice “ehi, ragazzi..Pasolini è arrivato!”

di SENZAQUALITA | 07:08 | commenti (9)


lunedì, novembre 07, 2005
 

attualità scottante

di SENZAQUALITA | 08:59 | commenti (15)


sabato, novembre 05, 2005
 

presenze al borgo

ci sarà, ce l'ha assicurato - sì, è certo, ci saràPPP a fiano romano

domenica, alle 12 esatte, col sole o con la pioggia, con rabbia, con passione e un po' di nostalgia saremo tutti in piazza  - e prima che buone e sagge cose siano dette e anche fatte, non fatevi pregare: siete attesi al castello ducale

di SENZAQUALITA | 09:53 | commenti (7)


martedì, novembre 01, 2005
 

ieri, promenade

tra i sempreverdi ridondanti tedio solitario, d’anime vive (pienamente vive) ne incontro poche / e mentre già potrei raccontarmi il mio futuro,

leggo belle parole rilevanti o incise in corsivo inglese e garamond maiuscoletto che, vivide, emanano tepore / sento odore di mirto, incenso, sandalo, legno di cedro, cannella, spigonardo, crisantemo e mirra: sono gli ex che reclamano attenzione /

quando gli chiedo “a che ora risorge l’araba fenice?” scrosciano rivoletti di risate / poi, all’improvviso, nel brusio d’ostinate vite bruciate o cesellate, squilla un unico appello clamoroso / fuoco fatuo? eco di macerie di vita? messaggio ultraterreno? spiritismo? forse..ma no, è solo un sms - non senza cinismo, dice Last minute: sei ancora in tempo a prenotare w.e. dei Morti in Centri Benessere con Agriturismo"

di SENZAQUALITA | 10:12 | commenti (7)
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