|
mercoledì, dicembre 28, 2005
auguro a tutti
un anno di ore libere, allegrie, sogni, intenzioni pure, innocue follie, pace, buone idee (che diano frutti), letture e altro e altro ancora

martedì, dicembre 20, 2005
a tutti
buona settimana, buon natale etcetera etc. etc. etc
*
etc
etc - etc
etc - etc - etc
etc - etc - etc - etc
etc - etc - etc - etc - etc
etc - etc - etc - etc - etc - etc
etc - etc - etc - etc - etc - etc - etc
etc
etc
etc
domenica, dicembre 18, 2005
3’ d’implosione, 3’ nel parcheggio del linguaggio, 3’ di massaggio al messaggio, 3’ di riflessione, 3’ di respiro decomposto, 3’ di rimpasto, 3’ di fonemi disabitati, 3’ di rumori ben educati, 3’ d’apnea della trachea, 3’ di conati di reticenza, 3’ nell’ospizio della decenza, 3’ per puntualizzare un dissenso, 3’ di astrazione orale, 3’ di confusione mentale, 3’ di vissuto minimale, 3’ d’avanzo, 3’ in perfetto silenzio: artificio del dire ch’evidenzia l’elegante presenza d’una assenza..
ora basta, stooop! (si ricomincia)
mercoledì, dicembre 14, 2005
udite, udite: questa, signori, è la città del sale, ove lo scipito è salato ad arte dal concentrato umorale avvolto nelle argentee carte; onde non solo il vitto ma perfino le scienze si fusero intra spezie ed odori nel cubetto pressato, monolite unto che regola i languori in guisa che niuno possa rendere gustosa la pietanza senza che quella sagoma spigolosa ne colmi l’insipida sostanza - ah, il lasso! da ogni faccia, il cubo debordava qualità misurata talché per ogni istanza d’insaporire il pasto sovra ‘l foco, s’evitava lagnanza d’un troppo o un troppo poco - ora si dice che ‘l brodo sarebbe periglioso alla salute, e forse velenoso - segnata è la sua sorte e gli offiziali della dieta già l’hanno destinato a morte - al totem inquisito, non appena accertato che al fegato nuoce quell’incubare grassi nel cibo mentre cuoce, s’è sbriciolato il mito - la sapida dispensa di sapore soggiace, solcata da colanti lunghe crepe di sugna lacrimante fino al cuore, ché la sentenza non gli piace - triste il fato del cubo oltraggiato, esaltatore del gusto, icona del salato giusto, monumento del glutammato che rende sapido ogni umano pasto, salito ai fasti di dosatore sommo e infine brutalmente abbandonato - nella fase saliente, li poeti ora cantano le laudi del solido salante ripudiato - s’alzi un peana all’estratto di dado - che, sappiatelo (ce lo dice il corriere), è appena trapassato
martedì, dicembre 13, 2005
dai, muoviti sbrocca corri schiva la mezza misura schiaffeggia la prudenza premi schiocca le dita estraiti dall’alveo astratto esci dal coatto varca l’arco dell’allegra mattanza di valori depòrtati in vacanza fai come fossi matto esaspera i motori con aria intossicata marca la tua presenza sull’autostrada della lontananza piantaci un ceppo a ricordo della massa che t’ha avvolto neutra e incurante in una matassa vischio/puzzolente - in condizioni di resa privilegiata abbandonati e cedi la tua presenza esagera occupa il campo - se il target è sbagliato ignorane l’evidenza - fallo (tanto prima che ti rimbrottino, campa cavallo) fracassa l'ora prolissa esalta la valenza degl’inetti scarta gl'infetti brucia spreca bruca solennizza rumoreggia bevi sbrodola fai rutti balla scrivi sproloquia batti la grancassa - non astenerti se lo fanno tutti..
dopo, mi raccomando, pazientemente incodati alla cassa
- estraggo dai commenti (decablog, http://bravateludiche.splinder.com/), ringrazio e posto
..e poi pagato il fio delle malefatte in questo malotempo di cuori allampanati e schivi che schifi rivangando pensieri triti come mete d'alpitour e vai a trote tuffando sfigate cannucce in specchi fangosi e torbidi bramando cuscini morbidi e invece perdendo in fretta lenti e scarti di merende sbriciolate come i tuoi meriggi ritorti e l'unico ittico asfittico fugge dalla canna e il bel vermacchio si dà alla macchia e tu rimani solo e fesso monolite al centro della scena senza cena
lunedì, dicembre 12, 2005

- eccolo che t'aspetta
- ha la veste smagliante
- abita qui
venerdì, dicembre 09, 2005
dormono sul vassoio levigato trecce di mozzarella dall’algida purezza bufalina - accolto da un abbraccio esagerato, l’ultimo arrivato bacia gote già rosate da precoci sbevazzi e punta al piatto di taleggio con deciso vantaggio sui ritardatari in cerca di parcheggio - si accendono candele profumate per l’ospite d’onore - la tovaglia è perfetta e irrigidita - le porcellane, già punticchiata da chiazze d’amaranto, supportano i cristalli sbuffanti eteree bollicine astigiane - alcuni dei presenti dispongono le terga al muro e, dati i tempi lunghi, incrociano le forchette con gli sguardi impazienti - qualcuno inizia a percepire l’aroma intrigante del gran fritto di funghi - si esaltano le facce al transito di piatti di prosciutto mollemente adagiato su tiepide focacce - lacrime di piacere offuscano l’occhio del salace che, dall’ingresso, olfatta sentori di carni miste infilzate in spiedini e scherza sull’arida crudezza di pallidi involtini di ricotta e verza - poi, schernita la maglietta topolinata della padrona di casa, ne sberleffa la rustica parlata - un ospite accigliato in solitaria posa, riavvia la mandibola operosa e asporta blocchi consistenti di tenera burrata, quindi s’acquatta e, sornione, carpisce al volo una mezza dozzina di tranci d’insalata - il solco di una ruga labiale s’allarga e spiana nell’empia e sorniona vis dell’adorabile, che stempera battute esilaranti con sorsate di rosso nobile - tace la malatina catturando l’ultimo sospetto di fungo impanato, conteso all’arma bianca alla fanciulla a dieta che, non vista, appesantisce col pane mezza porzione d’innocenti penne amatriciane, e subito s'infiamma - sui dolci, (un'orgia di sapori) è di rigore la panna
mercoledì, dicembre 07, 2005
"postululato" (s.m; v.t; p.pass. di postululare) esposizione (solitamente scritta) di fatti o teorie non necessariamente dimostrabili, capace d'indurre chi lo legga ad emettere suoni corali, reiterati, cupi e fortemente lamentosi
"postribolato" (s.m; v.i; p.pass.di postribolare) breve elaborazione testuale (destinata a poco seria ed effimera esternazione) che genera nello scrivente uno stato di ansia, rimorso, prostrazione ed estrema sofferenza
“posticciare*” (v. t. ) - comporre testi ove i termini utilizzati siano talmente confusi, artificiosi e impastrocchiati da provocare nel lettore una tempesta neuronale e, contestualmente, l'eliminazione della forfora sulle eventuali extensions
aggiornamento
-* estens. "posticcione" (sost.) compositore/trice di massime ed enunciati palesemente falsi e solitamente incongrui, la cui lunghezza esuberi di svariate misure l'umanamente sopportabile
martedì, dicembre 06, 2005
24/7 (24ore su 24 / 7 giorni su 7 = sempre) - l'espressione è tratta da: il Ragazzini 2006 - dizionario inglese italiano di g. ragazzini - zanichelli editore) - che orrore! non dovremo mica aggiornarci?
lunedì, dicembre 05, 2005
in un turbinio di luci fosfocaramellate e abbacinanti, il ragazzotto in tutina arlecchinata (occhi inquietanti dilatati a palla, voce da topogigio lisergico), introduce la seguente scena:
nel boschetto in cartapesta, la pseudo-fanciulla monologa sul metodo per rimembrare i versi d’una cantilena (primo piano sui boccoli giallastri intramati di nastrini e tralci d’ulivo e zoommata del tenero volto invaso da mestizia) - avrà sui 40 anni la meschina ma, inspiegabilmente, parla con la voce chioccia di un’infante - mentre c’interroghiamo sulle ragioni dell’abito che indossa, a veli multistrati trasparenti, stropicciati e frangiamuniti, improvvisamente irrompe piroettando un bamboccione dall’inquietante look: ceruleo il pantalone e la casacca, pedecalzato in seta con ricamo in tinta, aurei bottoni, capelli fulvi e spadino inclinato lungo l’agile anca - a tale visione subitanea, l’ignara donzelletta stupisce, ma non troppo - e non s’interroga su cosa diavolo ci faccia in un boschetto un giuggiolone in armi e pigiamino, talchè l’apostrofa sul suo grave dilemma (contestualmente s’alza sulle punte dei piedini calzati d’improbabili "cioce", da cui debordano numerosi fili dorati ad impacciarle il passo) - poscia, l’ulivinnescata s’acquatta, ammutolita - l’azzurro prence flette le ginocchia, stocca la spada e declama il suo Metodo Perfetto per tenere a memoria qualsivoglia ode - quindi, già che si trova, c’illustra un suo vago progetto di partire verso lontani lidi ove compiere infine
la Missione di conquistare genti - e, inoltre, inneggia alla gloria conseguente tale sospetta ancorché audace prova - la dama, vinta da cotanta imprenditorialità, appresa la lezione e palesemente brocca, già declama docile e prolissa i versi smemorati della filastrocca (e lascia sospettare oscure turbe giovanili, tare ormonali e psiche compromessa) - stacco - cambio di scena..
(ho descritto lo stralcio d'una di quelle trasmissioni tv, cui s'affida la maturazione di generazioni di bambini)
giovedì, dicembre 01, 2005
era angoloso, Dado, ombroso e voltafaccia - s’accompagnava a un bullo di periferia consumato dai grippi, duro e maschio, con una gran bella testa ma del tutto incapace di gestire un rapporto - un bullone che s’adombrava con facilità e andava in ruggine per un nonnulla - insomma, un caratteraccio! non si sa come, ma i due avevano trovato un punto di contatto, e s’integravano: chiatto e schiacciato dal senso d'inutilità, Dado, solitario per costituzione, s’era spanato a forza di girare a vuoto - l’altro era un dritto dall'anima perforante e contorta che pareva forgiato nel ferro: quando s'accorse d’avere una solidissima presa su Dado, da buon opportunista non lo mollò più - i due, sodali ed appaiati da un legame che s'intricava a spirale, finirono per cadere nell’ingranaggio della rivalità - accadde che, avendo preso entrambi una strambata per una mezza svitata che, filettando e sfarfallando dall’uno all’altro, aveva scavato tra loro un abisso di contrarietà, l'amicizia s’infranse - Dado, sotto pressione per la gelosia, agganciò il bulletto e, con una chiave inglese, lo strinse in una morsa che lo ridusse ad un ammasso informe - il bullo, persa ormai la testa, si ritirò - da questo tristo fattaccio, Dado si riprese a fatica - gli ci volle un litro buono di crc
nota: nella foto (invisibile per motivi tecnici) Dado, la Sgallettata e il Bullone, in un momento di relax
|
|