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martedì, gennaio 31, 2006
sabato, gennaio 28, 2006
Oh, Signore come è vero che ci sei! Aspetto un mio risveglio e, come per un improvviso miracolo sarei contento di me, purché possa farmi spia verbosa / Pur di sapere qualcosa, sarei anche capace di qualsiasi bassezza che intanto mi calmi: ciò che più si desidera è avere in mano qualche “piccola voglia” / Se volete saperlo, queste armi inoffensive (sventura avervi perso!) riappaiono in un verso di Shakespeare (e come non starlo a sentire?!) o di Platone, per parlarmi di illusione logica / Che cosa è meglio della calma? Parlare da inutili rive, sperare anche di divenire sacrestano, fascista, e magari più Padrone? / Chiunque si abitua all'idea di non morire
(l'originale, di P.P.Pasolini, è qui)
venerdì, gennaio 27, 2006

memo del memo
giovedì, gennaio 26, 2006
basta! ho deciso di farmi del male, di mettermi a nudo, d’abbassare lo scudo che copre la facciata: a richiesta, invierò la mia ortopanoramica dentale (ovviamente, non prima d’averla ritoccata)
mercoledì, gennaio 25, 2006
qui, precisamente qui, un quarto d'ora fa ho postato una mia foto (esterno giorno - piano americano - colore) - non l'avete vista? beh, è perchè l'ho subito rimossa - ora avreste 5 opzioni, a scelta: a) pensate "meno male, m'è andata di lusso" - b) credete che sia stata un'occasione persa - c) vi compiacete per il mio sviluppatissimo senso critico - d) mi supplicate di ripubblicarla (ché oggi avreste bisogno di farvi due risate) - e) non commentate
martedì, gennaio 24, 2006
notte, figlia del caos e madrina del sonno, ha una natura ambigua che non le permette di definire norme di coerenza - notte ignora la connessione logica e ripudia la sintassi - notte indossa una fresca e oscura benda sugli occhi e, del tutto priva di coscienza, blatera a caso, condensa le proposizioni, sintetizza soggetti inanimati e astratti, nega la funzione logica al complemento oggetto, disperde i fatti tra parentesi quadre ed ama collocare allusioni in posizione subordinata - notte è una creatura singolare che cavalca la quarta dimensione negando la grammatica del mondo: “sogna!” t’impone in modo imperativo e tu, che ne sei vittima devota, sbirci lo squarcio aperto dalla lama di coltello con cui il buio s’immola fuori dai limiti della ragione, smetti il vestito dei ricordi e indossi come un sudario il silenzio agitato dell’apparenza - poi, galleggi al buio e senza prospettive in una miscellanea spazio-temporale di dentro, fuori, a destra, a sinistra, in alto, in basso..
(per una grammatica della notte, chez effe)
sabato, gennaio 21, 2006
quando i lettori fanno 'ah!' (e sottolineo 'ah!' )
narrano le leggende che nelle affollate autostrade della parola scritta s’aggirasse un occhio, dimenticato da non si sa chi - orbato della sua sede naturale, vagava basito, cespuglioso e assorto, l’aspetto dimesso, i muscoli stressati dall’abuso, l’iride slavata da pesce lesso (o, se vuoi, da pesce morto) - stremato dall’usura d’inesausta lettura, l’orfano era oppresso dal cruccio per un calo del proprio tasso di criticità - conscio della colpa che ne marcava d’una L rossa proprio il centro della pupilla, divenuta opacamente fissa, il meschino arrancava tra chilometri di carte impresse, intimidito da tutto quello sfrecciare di parole stranianti o intimiste, alcune arcaiche altre post-futuriste, aggraziate dal pulviscolo di aggettivi erosi dalla crasi, affermazioni collise con allusioni coatte o ariose, motti d’amore o tracce slavate di fittizie conflittualità, sperando d’incappare in un’area di servizio dove risanare le sue capacità visionarie, dissipate in quel vanovagare trasversale - e via via, pilotando lo sguardo percettore e insieme trasmittente, imboccò un percorso dove nessuna truppa d’occupazione metteva in riga titoli occhielli prefazioni incipit explicit e note dell’autore - l’occhio, non senza stupore, s’accorse ch’era venuto a trovarsi sopra un blog
leggiucchiando qua e là , lo sguardo da stralunato si fece attento: scivolò su un foglietto mezzo stropicciato, strappato chissà dove e da chissà quale mito, poi si protese di lato a piluccare gocce di racconto da chi vuole dare un futuro alle parole, ben sapendo che il futuro mente e non dura niente (ché, in un nanosecondo, è già presente) - la strana esplorazione lo confuse: l'orizzonte parve roteargli intorno vorticosamente come se stesse ballando un tango e mentre assaporava prose sapide, intriganti e curiose, gli scivolò dal ciglio qualche goccia d’umore - quindi, si socchiuse (purtroppo non disponeva d'un grande assortimento di posture) per omaggiare quell’impagabile (e infatti, mai pagata), appagante lettura/visione (anche l’occhio vuole la sua parte!) che spalancava le porte tanto al sorriso che alla commozione - pacificato, mentre aspettava che sorgesse l'albo , si autolinkò - poi gli prese sonno e, lentamente (molto lentamente), s’addormentò
venerdì, gennaio 20, 2006
quella mattina non c’era modo di trovare il verso - intanto che una parte del mio corpo svaccava obliquo alla giusta direzione e la testa mescolava brodaglie d’emozione col rumore del sangue, sciorinai la giornata in minute frattaglie, salii tutte le scale ch’erano da salire, aprii tutte le porte che bisognava aprire, lessi tutti i cartelli d’istruzione e li applicai, puntuale, alla mia sorte - feci pure le necessarie scorte d’appelli alla ragione - ma va’! non ci fu verso di trovare un verso, né di sapere perché il tempo dovesse lumacare vischioso sul mio polso senza minimamente immaginare dove andare a parare, né quando gli toccasse di finire..
giovedì, gennaio 19, 2006
buongiorno, parlo con "chi l’ha visto"? dica pure, qui è la redazione - denuncio il caso della sparizione improvvisa d’un povero cristo - fornisca i dati, ci dia una descrizione - trattasi d’un adulto cui ho offerto protezione in attesa d’un visto - prego, ci spieghi un po’ la situazione - ha agito come un ladro, un disonesto: s’è allontanato all’alba, appena desto, senza preavviso, senza spiegazione, senza neppure consumare il pasto..credo si sia diretto alla stazione - le chiedo solo una precisazione: il fuggiasco accettò mai l’innesto? era sereno o vittima d’afflizione? e dette mai un segnale manifesto di calo nella sfera d’attenzione? ci risponda, se può, con precisione - restava muto per la devozione e mai fece un gesto che rivelasse qualche depressione..se n’è scappato senza una ragione, solo per tigna, pura ribellione al regime che gli avevo imposto di non uscire dall’abitazione, d’essere grato, giudizioso e casto, lavoro in nero e salario modesto ma, nel suo caso, certamente giusto e..beh, a che vi serve la puntualizzazione?! le spiace se saltiamo questo tasto?! - si figuri! ma avanzo un’obiezione - la faccia pure, ma s’agisca presto! - a parer mio, è solo evaso da una vessazione
martedì, gennaio 17, 2006
sto prendendo la spiacevole abitudine di preoccuparmi del fatto che perdo l’abitudine di non prendere abitudini
lunedì, gennaio 16, 2006
spesso le mie parole sono frutti acerbi - qualche volta, bucce di banana
sabato, gennaio 14, 2006
il migliore fu scosso da un brivido come se mille tafani lo pungessero invece di fargli scudo - “cribbio..ma il re è nudo!” gridò seccato il cavalier togato e, sotto la procura, c'è chi giura che l'espressione raggelò gli untori, intenti a massaggiare con olii lenitivi quel simulacro perlopiù ridente, che parla parla ma non dice niente - subitaneo e pacato, squillò il verbo forbito dell'astuto gargani "co' 'sta gaffe la regalità si riduce allo stato terminale - e in tale stato come potrà il sommo officiare i rapporti bilaterali cielo/terra se ragiona ed agisce terra-terra?!" - laconico e tagliente, bobo maroni deprecò i livori di colui che, anteponendo un destino di guardiano di polli al periglioso governare tori, dovrà mollar la clava e offrirsi in pasto alle moltitudini abitudinarie, nutrite a carni avariate e malafinanziarie - l’oracolo è crollato: nel silenzio squassato dal cerimoniale dei distinguo, già s’ode l’ultimo peana - stavolta, imbarazzato
venerdì, gennaio 13, 2006
riemergo da un pantano d’indolenza e, in difetto di presenza, evoco almeno un grammo di coscienza: m'affiora scialba, e perdo la pazienza - in uno spasmo di vacua speranza busso all'inconscio collettivo ma la porta è un’uscita d’emergenza! con calma valuto la circostanza, con metodo induttivo ne peso la portanza, m’armo di costanza per ridurre la distanza tra apatia e baldanza (che, tuttavia, m’oppone resistenza), avanzo istanza (sebbene senza urgenza) di riprendere la piena padronanza - poi, con falsa noncuranza, colgo l’essenza della mia impotenza: sarà débâcle dell’intelligenza? non che abbia importanza ma, con l'ultimo brandello di decenza, m’appello alla clemenza dell'altra me, se ammette che è una..(omissis)
giovedì, gennaio 12, 2006

oggi
la titolare del blog
sciala le sue fortune
(virtuali, più che altro)
e offre da bere
a tutti
martedì, gennaio 10, 2006

siamo realisti, desatellizzati dalle prigioni isteriche del vero - sì, siamo realisti in cerca di uno scarto sottile tra ciò che è e quello che vorremmo (crudo, asettico, intero) contemplare con l'occhio disincantato e scettico: ovvero, una realtà realista ma irreale di cui, con sollievo prudente, potremo senza dubbi dubitare
dopo aver scoperto che l’unità della natura riposa sui contrasti ed essendo parecchio incline alle semplificazioni, il grande comunicatore ha appena principiato una campagna globalpopulista (auto-promoforzista) atta a sfumare le frontiere tra le parti sociali, nel rispetto delle diversità, delle omogeneità e di altre verbose amenità: pare che l’immane opera, più videodeclamatoria che conciliatoria (già nomata “la strategia del ragno”), avvalendosi dell’apparizione diretta, univoca e ubiquista del superpresidente-trans-equilibrista (che a parlare quasi mai rilutta), avrà diffusione ecumenica e si paleserà su ogni tipo di rete e palinsesto, full-time, inclusa la domenica - l'italia di sinistra, che d'ascoltarlo non avrà la forza, è un'italia che smorza (almeno, la tv)!
lunedì, gennaio 09, 2006

come minimo, minimizziamo - come massimo, confutiamo
venerdì, gennaio 06, 2006
(saldo un debito con SaltoDelCanale)
ora immagina ch’io sogni il tempo: per prima cosa innesco la moviola (l’ho installata nel nucleo della testa) poi controllo la lista delle pizze dove strisciano serpentoni di pseudo-filmati splendenti o scoloriti / parto, e osservo che scorrono in un lampo flashback arabescati di colori, alcuni ammuffiti e seppiovirati, altri sottotitolati e montati in sequenze senza nesso apparente / tutti raccostati con nastro trasparente / zoommo, e controllo con la lente kilometrate di schermate, particolari insignificanti intramezzati da babiloniche colonne sonore di monologhi che, in schizofrenico conflitto, si mutuano in dialoghi e miscelo parole diversamente abili al rumore d’un vecchio filobus sgangherato che, ogni mattina, traghetta l’ombra serena di mio padre altrove, verso un luogo che ho sempre soltanto immaginato / colgo a sbalzi qualche significato / nessun progetto, ma solo il caso guida il montaggio dei frammenti d’un discorso polimorfo e concentrato che non è metafora né flusso di coscienza incontrollato ma lo snodarsi estenuato d'un vissuto semitrasparente, insufflato tra sbuffi polverosi di memoria, del resto involontaria, e un po’ di tenerume di storia improntata al passo ridotto, interlocutoria / in quel caos inzeppato di cose e ore c’è la premessa per un laboratorio ricombinatorio / il mio personal-life-video scorre sul binario e, ogni volta, un nuovo contesto ne crea il codice interpretativo quasi fosse uno specchio che rifletta un mondo che è mutante solo se osservato / poi prendo a moviolare in rapida sequenza le raffiche di vita e, mentre il nastro scorre un po’ sfocato, qua e là emerge un casello d’autostrada sotto il temporale, 8 uova sbattute e poi arrostite in una padella dal bordo smerigliato, un abito di seta con tralci di mimosa, un pallone sgonfiato, un prezioso e minuscolo ditale, l’architrave solenne d’una porta, uno spasmo di bocca lievemente storta, una camera chiusa..materiale (logorato dal gioco delle parti) che riciclo con trip avanti/indietro, ondivagando nel mare degli scarti / nella slow-motion il nastro crea, a ritmo accelerato, l’azione..è la genesi del tempo / l’unico tempo, quello già passato - tutto il resto è post-produzione
mercoledì, gennaio 04, 2006
vivo una vita che non è la mia - ne sono certa - qualcuno implementa con componenti inquietanti i miei difetti (effetto delle cause o causa degli effetti?) - qualcuno, proditoriamente, credo mi stia vivendo: lo sento, è qui, ora - mi pare stia scrivendo..
martedì, gennaio 03, 2006
presente quasi ovunque spudoratamente, senza altra ragione che l’incoercibile volontà d’essere più spesso e volontieri che mai dentro ogni frase onde gli toccasse appena specificare, affermare, negare, chiarire, classificare, precisare, limitare, quantificare pedissequamente e talvolta addirittura modificare (anche sostanzialmente) il senso delle parole, tuttavia piano piano, silenziosamente, e comunque nient’affatto rassicurato dai suoi mai abbastanza nostalgici seguaci, d’improvviso quello stolto capì che ormai, qui oppure laggiù, oltre a tutto e lontano chissà quanto, mai neppure immaginando quando, senza un come, un dove o un perchè l’avrebbero definitivamente emarginato - forse, per sempre cassato - presto sarebbe scomparso da ogni frase - allora, di nascosto, sommessamente, ecco che l’avverbio pianse..
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