SENZAQUALITA

   un blog da cui, eccezionalmente, non si ricava nulla

 




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consapevole di ogni possibile conseguenza e autoritorsione di questa affermazione, mi dichiaro DADISTA



domenica, luglio 30, 2006
 

tu chiamalo, se vuoi..

distesa, fumo una sigaretta e sposto ad ogni articolare un numero incredibile di muscoli che in sincronico automatismo assecondano l’andirivieni delle dita che sostengono e spronano la canna di tabacco alle labbra che pronte s’atteggiano a culla ricevente e inalo l’odore familiare della combustione e scudo le palpebre e muovo all’incontrario l’arto in direzione casuale ma non tanto da incendiare cose intanto che massaggia la caviglia inopinatamente andata a incrociarsi col ginocchio piegato che sorregge l'altra mano che in precario altalenare guida la penna sul bordo del giornale e ad ogni ciclo di percorsi s’adagia rattrappita sul fianco e allenta la pressione - poi, con gli occhi seguo in successione il foglio che s’annera, i grafismi del sole sulla parete bianca, l’architettura precaria dei libri nella scaffalatura sghemba e ascolto una conversazione tra colombi, cornacchie e la signora rumena della casa contigua e per riflesso so d’essere frazione d’un eroismo collettivo in piena azione - tempo pochi minuti, ho fumato ascoltato scrutato mosso sostenuto soffiato respirato riflettuto e scritto queste friabili parole che stai leggendo, in ciò spendendo una massa d'energia pari a quella dell’atleta che sollevi un peso - saluto questa ordinaria porzione di vissuto che s’allontana, sfuma e poi ritorna, già evidentemente stanca  (qualcuno chiama tutto questo oziare)

di SENZAQUALITA | 10:30 | commenti (9)


venerdì, luglio 28, 2006
 

imbambolart

"mi mangiava con gli occhi"

(l'originale ((violato)) è di Sas Christian)

 

 

di SENZAQUALITA | 21:02 | commenti (4)


lunedì, luglio 24, 2006
 

mettiamoci comodi..

sospesi nella calma fresca e molle di un'ora orfana, sostiamo, ignorando ogni contigua apparenza, e riposiamo incastonati tra parentesi quadre e vuoti neutri: in quello spazio limbico incasellato tra un noi e un voi, un te e un me, zona di rispetto dove ogni senso è labile, ondivago e fallibile, vigile resta solo l'olfatto, periscopio anarchico del cervello

 

 



sabato, luglio 22, 2006
 

reloaded di "quando le rane fanno miao (ecc ecc)"

avvezza a recitare, s’era truccata pesante, la natura - quella mattina prestava il fianco alle incombenze usuali con verve generosa quando sentì pesarle la carcassa, come sempre sontuosa - faceva caldo - cercava spunti, e cominciò a giocare -inuzzolita da vaghezze estranee, desiderò desiderare e, ansiosa di misurarsi con la diversità, prese a rimescolare e ingarbugliare ogni sua legge talché il vuoto si facesse pieno, il chiaro oscuro, il forte debole, il molle duro, il vero falso, il sotto sopra e il tutto altalenasse in capricciosi e repenti viceversa: così, prese a rovesciare le creste degli abeti e a curvarne i rami finché questi, flessi e incuneati a terra, con moto a torciglione sollevassero a forza le radici fino ad esporle tronfie verso il cielo - poi s’intinse le dita nel palato e ne disperse il colore sul prato, che diventò purpureo - stordita dall’ebbrezza, felice di scompaginare l’ovvio processo delle cose, fece una giravolta e la sua elaborata crocchia di capelli attorcigliati s’aprì a fiore, spargendo sull’intera verzura una pioggia di sebo, forfora e forcine che subito attecchirono generando un campo di parrucche - poi, prese a scalpicciare una collina perché si sbriciolasse e sputacchiò sui sassi - prima che il polverone trasformato in fanghiglia svaporasse, ne ingurgitò una manciata e eruttò un immane borborigmo che riempì l'aria di bolle di soave aranciata - con un cucchiaio di ghiaccio provò a scavare un buco dentro il sole - ma s’annoiava a morte - allora, con gesto laboriosamente inerte, schioccò le dita..e tutto tornò ad essere normale

di SENZAQUALITA | 15:45 | commenti (6)
 

quando le rane fanno miao, che meraviglia

(il post c'era, giuro)

di SENZAQUALITA | 08:50 | commenti (3)
sup post


giovedì, luglio 20, 2006
 

quiz

riuscite a individuare quanti musi voraci s'annidano in questa silvestre macchia? (se anche indovinaste, sappiate che in questo quiz non sono previsti vincitori)

di SENZAQUALITA | 09:40 | commenti (18)


lunedì, luglio 17, 2006
 

ho il pc in panne

..altro che vacanze!

di SENZAQUALITA | 08:31 | commenti (13)


lunedì, luglio 10, 2006
 

ammissione

ora, finalmente, posso confessarlo: durante tutte le partite del campionato mondiale di calcio, ho dormito - ebbene sì, mi sono sacrificata, ma l'ho fatto conscia che l'Italia sarebbe arrivata in finale ed avrebbe vinto proprio grazie a me, e al mio sonno sacrale e scaramantico - sapevatelo
di SENZAQUALITA | 14:12 | commenti (13)


venerdì, luglio 07, 2006
 

la risposta (definitivamente provvisoria) è no

(prego, qual'era la domanda?)
di SENZAQUALITA | 08:25 | commenti (15)


martedì, luglio 04, 2006
 

a che ora si blogga?

di SENZAQUALITA | 13:38 | commenti (10)


lunedì, luglio 03, 2006
 

epica cavalleresca

sul campo di battaglia di Dortmund, nella vasta spianata della Ruhr, roccioso e imperscrutabile, Rambaldo Cannavaro pugnava sgambettando allor che ritrovossi a contrastare piede a piede  un agile alemanno - nel roboante scoccio d'omeri e tibioni che ne conseguì, il crucco accusò un calcio nello stinco e subito reagì, lanciando a tradimento un sibilante “arschloch!", con l’aggravante che l'imprecò tre volte sul muso sconcertato dell'astante - sorpreso e incerto se considerarlo un torto di tipo mortale, sanguinoso, insostenibile, medio o leggero, il capitano fece il volto scuro e, mulinando gli occhi, esortò il segnalinee a traslargli lì per lì il teutonico insulto, agitando nella sua direzione il pugno con le dita raccolte - all'istante, il giovinetto illustrò col gesto la natura dell’offesa piegando i gomiti e atteggiando contrapposte le palme delle mani in tale guisa che le dita avrebbero potuto contenere un tronco - subitamente il volto del rude Cannavaro, da nero ch'era, s’imporporò e ‘l corpo si protese e si gonfiò: volendo cancellar quella macchia all'onore,  chiamò a raccolta l'italica compagine dei forti: serraronsi le fila e mentre sir lanciTotto già mimava il vindice gesto del ciucciotto, a grandi balzi ora s’appalesava l’incorporeo guerriero che in quel campo di sudori e corpi non marcava neppure la sua ombra (per non parlar di riparare torti): sir Agilulfo Emo Bertrandino del Piero - in mezzo al gran marasma, la plebe sollecitò l'approccio di quel fantasma col suo catenaccio a serrare il gran varco de' Buffoni  - indi, agitò gli stendardi, poi ammutolì..e s'affidò a san Toni

di SENZAQUALITA | 13:07 | commenti (10)
sup post


sabato, luglio 01, 2006
 

beati i beati

beati quelli che hanno preziosità da esporre e sanno farlo con autorità / beati quelli che sanno pun.tua.liz.za.re, e lo fanno / beati quelli che sanno dosarsi la loquacità / beati quelli che sanno precisissimamente misurare / beati quelli che amano spiegare quello che nessun altro ha già spiegato / beati quelli che sanno evitare di cadere in inganno / beati quelli che hanno cento modi per mettere l'accento sulle verità / beati i pionieri del già stato / beati i citazionisti, virtuosi del virgolettato / beato chi crea / beato chi ha disertato l'apparenza del successo (o il successo dell'apparenza, che è lo stesso) / beato chi si bea / beato chi spera di non essere mai canonizzato e, infine, beato chi è beato..

(come avrete intuito, non ho molto a che fare con le beatitudini, così chiedo: in che consiste quest'essere un beato?)

di SENZAQUALITA | 08:40 | commenti (12)