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venerdì, settembre 29, 2006
paio d'occhiali
leggerissimi, senza montatura, del tutto privi di lenti (ideali per chi abbia vista perfetta) - costano un nonnulla e se li smarrite ve ne forniamo subito un altro paio
giovedì, settembre 28, 2006
"..per me in particolare il dirigismo significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale" (brussss, urlacc, protest, uuh, buuh) - replay: "..per me in particolare il dirigismo significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale" (brussss, urlacc, protest,uuh, buuh) - replay:"..per me in particolare il dirigismo significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale" (brussss, urlacc, protest,uuh, buuh) - replay: "..per me in particolare il dirigismo significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale" (brussss, urlacc, protest,uuh, buuh) - replay: "..per me in particolare il dirigismo significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale" (brussss, urlacc, protest,uuh, buuh) - e ancora continua..
mercoledì, settembre 27, 2006
ho letto il giornale, l’ho scrutato, ripassato, riletto - ho sperato, ho pregato consumandomi gli occhi - ma niente, nulla, nada, zero..e no uffa, proprio non ci sono (nel listone degli intercettati)
martedì, settembre 26, 2006
orologo
modello con sponsor a tutte l'ore - a richiesta, è possibile inserire piccoli annunci ai minuti - opzionale: 24ore di jingle (al posto del tic-tac)
orologin
modello ove la consultazione dell’ora è soggetta a preventiva e riservata procedura d’accesso
lunedì, settembre 25, 2006
orologio che indica che ora era un'ora prima
domenica, settembre 24, 2006
accidenti! ho capito che non sono io che scrivo i post, ma sono i post che scrivono me (come dite..non vi risulto sufficientemente de-scritta? manca l'abstract della trama? manca la trama? il finale? beh, non esageriamo, adesso)
venerdì, settembre 22, 2006
tenero, è tenero - che m’ami, ne ho certezza da quando l’ho sorpreso a sfruculiarsi le zone intrasulculari degl’incisivi con un mio filo interdentale - usato
giovedì, settembre 21, 2006
mercoledì, settembre 20, 2006
ho come l’impressione di star qui a scrivere cose esclusivamente finalizzate al farmi apparire simpaticamente odiosa - o forse (ma di questo sono incertissima) odiosamente simpatica - le chances non sono molte, e una è ancora troppo
martedì, settembre 19, 2006
li chiamano ispettori ambientali: scrutano, censiscono, indagano, controllano, fotografano, perfino - a palermo sono preferibilmente dediti alla Conta dei Tombini municipali - tale nobile funzione si rende, com'è noto, opportuna e necessaria laddove detti tombini manifestino personalità incostanti e bizzarre, con tendenze spastico-motorie e/o rapsodicamente libertarie, talché può accadere che, mentre essi sono lì a lasciarsi computare, placidamente statici e perfettamente tombali, ecco che d’un tratto s'inarcano, s'inguattano, scantonano, s’inabissano nelle fogne o sprofondano nelle pozzanghere, sfuggono, saltellano e strisciando da un capo all'altro della città, oppuramente levitano quatti-quatti verso l’aere (quando, in un attimo di scoramento verso la propria calpestatissima sorte, non si risolvono al gesto più inconsulto, disintegrandosi tra clangori sinistri) - è del tutto evidente che il lapidario "coso" palermitano deve avere, di suo, una natura eccentrica, ondivagante e transumante (in chiaro conflitto con l’etimologia del nome) temperata da una sorniona e amorevole disponibilità a farsi rintracciare e rimappare all'infinito dai suoi tombocacciatori - inspecie quelli che contano..
lunedì, settembre 18, 2006
frulla la vasca, e sciama lo stoffame quando il motore rutta vane bolle - quieta, la grana saponosa attende di mordere qualcosa d’estremamente rosa che s’inciucia (credendosi insolvente) col coccolino ignaro d’essere il delegato ammorbidente - frulla la vasca e, leggermente ansiosa, accoglie la risacca - quando si placa il vortice bollente, tutto è già rosa - uniformemente
giovedì, settembre 14, 2006

"trova qualcuno che lo vada a dire
a quelle case abbandonate, chiuse o spalancate,
lungo il fiume delle auto che le tagliano fuori,
che non verrà nessuno, più,
per chiudere le porte e le finestre,
più nessuno canterà
dall'interno non usciranno le voci delle donne.
trova qualcuno che lo dica a quella
che un giorno arriva una mazzata sul tetto,
la sventra come una tomba il giorno del giudizio.
avrei voluto abitarle tutte, una a una,
proteggerle dall’umido, dagli attacchi degli stormi degli uccelli
striduli e famelici come gli anni a venire"
mercoledì, settembre 13, 2006
egli addusse affabulò affermò aggiunse, annunciò e argomentò - articolò, assicurò attestò belò bisbigliò blaterò (bofonchiò, brontolò) - certificò chiarì comunicò confessò confidò confermò consigliò - declamò - dichiarò dissertò divulgò enunciò esortò espose espresse esternò - formulò garantì gridò indicò intimò mugugnò negò puntualizzò raccontò sbraitò (schiamazzò) spettegolò spiegò strillò sussurrò urlò e valutò
infine, ebbe anche a ridire..
lunedì, settembre 11, 2006
questa è una spassionata apologia dell’ozio - inspecie, il mio
al momento, mi considero una dilettante della nobile arte del vivere al minimo, nondimeno sono volenterosa e m’applico (con moderato impegno, s’intende) ché mi sento vocata alle virtù di questo mitico, impraticato e buffo vizio tanto che il termine “indolenza” m’evoca solo piacevolissime etimologie: per cominciare, non soffro il mal di tempo - so apprezzare le futilità essenziali, gli approfondimenti superficiali, la forza della debolezza, la debolezza della forza e pratico con costanza l’astensione - sono un’attivista perfettamente abulica, una virtuosa del “lo faccio domani” - so respirare con paziente nonchalance - so assaporare la dolce gratuità d’una parola o un gesto - so individuare, fra le molte feritoie dell’usuale, i passaggi più sgombri e meno impervi per andare avanti - conosco il valore dell'essere solo corpo - sono un’eroina del bighellonare inconcludente, una profeta del vacuo ciondolare in ciabatte e battezzo ogni nuovo giorno mordendo blandamente le rosee dita dell’alba, mentre mi ghermiscono - insomma: sono pigra in tutto eccetto che nell’essere pigra - ma la cosa veramente grandiosa è che per raggiungere le più impervie vette del far nulla, non m’occorre far nulla - assolutamente nulla (a parte scriverne) - potrei dirvi di più, ma sono stanchiss..
venerdì, settembre 08, 2006
ho fatto un sogno - era così confuso, ma così confuso da sembrare un post (uno dei miei, ovvio)
sono in biblioteca - osservo - in quel muto scenario di cartone, barricate provvisorie frenano ritratti di cose in bilico tra il salto nel buio e quello del pudore - bellicose larve di pensieri in contiguità straziante prolificano come liane in una foresta amazzonica - poi, franano dalle carcasse irrigidite e affrontano l’agone per disputarsi e conquistare il senso - vogliono farsi onore - un disordine altero e superiore smazza le sorti di falangi di sillabe, le ricompone in trincee brunoscreziate e incita “andare avanti!”, poi spazia, allinea, schiera e abbatte la brulicante ovvietà delle parole - "contaminare e rigenerare" è il motto - da capo, indulge ad epicare la missione - da capo trancia, lima, apre e chiude audaci virgolette, spara due punti e, maliziosamente, ne infila sul campo tre di sospensione - nella tregua, sodalizi imprevisti generano una nuova e già appassita azione intanto che s’impenna il vessillo d’un imperativo sulla testa d’una alquanto improbabile ragione - un interrogativo spiazza un intero periodo di colore su cui cade più d’una macchia - ovunque, piove luce e grigiore - in un angolo oscuro, una pagina ormai svuotata "s’accartoccia e muore"
mercoledì, settembre 06, 2006
"così estesi e spaziosi viali, da sembrarvi quasi insussistente il moto, come viaggiando aria o, vista alpestre, umile veleggio, randa con flocco nel profilo incrociatisi, qual medio sull'indice i glaucopidi a buon augurio. Un pergere infinitesimale tra grandi alberi, foglie scosse frusciandovi presta donnola, ond'erte gambe acuti ragazza su panchina clorosa incinta. Galoppi in trotterelli di là dal filare, e quercia folgoreggiata sicura; non altro che ininterrotta planizie dattorno per desiderare ancorché piccola un'erta, qualche breve balza a portata. Ancora, seduti, lo stormire, e ronzii, alucce in trasvolo d'una a altra quinta, le sedule tribù. Dopo sosta nuovo cammino, tal meta qual sciarada, procedere mai non preceduti, siccome stampo la via stessa e ricalco. Che strutti pingui favi mellificati, predace orso aggirarsi ognora questuoso, impaurirla, serrargli il braccio, ambidue allucinandone, pari nel timore quanta la bramosia dei flutti rubificanti: calato mostruosi unghioni da impensabili forre. A incontri fortuiti tratte insieme insieme, per indi ritrovarsi più soli bisognosi miserrimi, verso l'istante ove ognuno attore stupendo" (Antonio Pizzuto, Viandanti, in "Ultime e penultime")
defilarsi - rarefarsi in cosismi impalpabili per sfuggire il tuttissimo asfissiante, e poi accorgersi di quanto è faticoso e ingombrante l'essere un io (e qui lascio cadere il discorso ché, anche lui, pesa una cifra)
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