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mercoledì, novembre 29, 2006
ringrazio chi mi legge (anche se, per un mio trascurabile difetto, non stillo mirabilie) - ripeto: ringrazio chi mi legge (anche se, per un mio trascurabile difetto, non stillo mirabilie)
martedì, novembre 28, 2006
presto dai, regalami una frase o, almeno, una parola / me ne basta una, una sola..ne ho veramente urgenza / tu inventa, esterna pure una qualunque balla: m'occorre per ridurre la distanza che ci separa e tamponare quella falla ch'abbiamo aperto con la lontananza / non ti chiedo che un lemma, un'espressione, un motto, una menzione, un frizzo scelto dalla tua illustre gamma / tu spara..che ti costa donare una parola! fammela dedicata, magari traslata in una lingua estinta o del tutto inventata, incredula o convinta, dolce ma non mielata, inedita o piuttosto stra-abusata, spiazzante ma non indelicata, saggia o sconclusionata / seriosa e insieme ludica, veloce ma non frenetica, verginale o impudica, tenera ma non burrosa purché, mi raccomando, non suoni dolorosa / servimela, te ne prego, intrisa di sentimento, impreziosita da un accento o virgolettata, possibilmente alleggerita da uno schizzo di vento che l'aiuti a tenersi sollevata, semplicemente nuda o tutta impennacchiata / offrimela declamata, scandita o balbettata - dilla come ti viene: sceglila impegnativa ma non alternativa, spiritosa o pallosa, libera o vincolata a regola molesta / la gradisco anche doppiosensata, cincischiata, irriguardosa o, sia mai ti piacesse, onesta / scrivila sull'onda d'una nuvola nervosa, tracciala in braille, sbozzala rugosa e imperfetta o cantala "la la la" / (e chissenefrega se hai la voce stonata), emettila ululata oppure sussurrata, recitata col sussiego ispirato del poeta o mimata, staccata dal presente ma ancorata alla tua ora migliore, intrisa di tenere e trasparenti stillette di sudore / forgiala in acciaio brillante o modellala in cera, delicata o indecente, veramente falsa o falsamente vera / rendila super-alata e immanente, incastonata in un prezioso e brillantissimo niente / studiata o banalmente improvvisata porgimela, anche se risulta imperfetta e fallata, nuova o antica, tesa o smollacchiata, vuota come una bolla di sapone, integra o sbrindellata, sommessa come volo d'aquilone o rutilante fuoco d'artificio / masticala per ore, spruzzala, soffiala, spremila tra i denti come dentifricio, falla a pezzi dopo averla strapazzata / oppure (diamoci un taglio) mandamela criptata (da: Sacripante! cartografie)
lunedì, novembre 27, 2006
nell’immoto trantran di quel luogo vibrante di passaggi che è il mio borgo, tutt'a un tratto li ho visti: bronzei o pietrosi, memento d'affanni più o meno gloriosi, ecco poeti con la faccia d’eroi, eroi con la faccia di santi, santi con la faccia di condottieri, condottieri con la faccia di poeti, le membra passive, il cuore duro, lo sguardo fermo, l’espressione assorta o vittoriosa, intelligente e, ovviamente, virtuosa - in piazza della libertà, all’incrocio della circonvallazione p. togliatti con (c’è da dirlo?) viale gramsci, il condottiero svetta e, inguainato nella sobria vigogna di manifattura apuana, il piede destro proteso nel rarefatto impulso d’avanzare, sotto il braccio le carte d’un congresso, sorride mesto del privilegio d’essersi defilato troppo presto - e ancora, sul municipio, ecco le targhe: una ricorda ”giubileo dantesco - il popolo di *** (500 anime) volle qui ricordato nel marmo il S.P. (sommo poeta) che, palpitando di patrio amore, la poesia italica sollevò al cielo”..di cotanto palpito pigramente fruisco, e mentre colgo un frullio che pare d’arpa, schivo il colpo pedestre del ragazzetto che calcia un sasso, ignaro d’ogni sorta d’ascesa al cielo che non sia la sua allegra, e solida, e vitalissima, e infinitamente leggera e fracassona scarpa
sabato, novembre 25, 2006
definizione: melòlo - agg., s.m.(sinonimo: pignòlo)
dicesi d’individuo dedito al bel canto, che s'intigni con pedante determinazione a cercare il melo nell'uovo (operazione perlopiù votata all’insuccesso se non s’abbia, preliminarmente, la titanica pazienza d’impiantare l’albero da frutto nell'apparato genitale della gallina)
giovedì, novembre 23, 2006
giovedì 30 novembre, ore 17:00
sala Burcardo, via del Sudario 44, Roma
a 30 anni dalla scomparsa
Conferenza su Antonio Pizzuto
l’inventore del monologo esteriore
(poi, quel giorno, non dite che non lo sapevate, ché tra una settimana saranno già passati sette giorni da che foste avvisati)
mercoledì, novembre 22, 2006
..ché il vago era vacante e desolato - dopo che c'ho vagato, in quella vaga e solida vaghezza, immersa in un'oscura limpidezza alla fine ho 'ncocciato una pallida ombra d'esattezza (e qui posso attestare che quel vago è il posto più accertato che ho trovato)
martedì, novembre 21, 2006
ho appena visto in cineteca il fascinoso film cinese “xu-wy” che, tradotto in italiano, suona più o meno: “il mistero delle pernici scomparse sotto un cumulo di maionese dorata” - una mirabile rarefazione d'eventi carica il plot di suggestioni appena evocate, quando non elegantemente omesse, sviluppando un linguaggio allusivo di rara inconsistenza iconografica - dopo una lunga panoramica iniziale su un incombente cielo, cromaticamente reso con delicate sfumature viranti dal bianco al bianco, l’azione irrompe nel realistico col transito di uno stormo di pernici - è palese che la sottile allegoria stia ad annunciarci allarmanti svolte dell’intreccio e infatti ecco inquadrato, in zoom-rallenty, il volto di colui al quale le scommesse avviate tra il pubblico in sala durante l’intervallo tra il secondo e il quarto tempo assegneranno il ruolo di protagonista: yoko, personaggio che uscirà presto di scena non essendo riuscito ad individuare dove fosse posizionato l’operatore di ripresa - viceversa, il co-protagonista (la cui incisiva caratterizzazione è cautamente tenuta in ombra dalla sceneggiatura), esterna una dozzina di battute a un infante che peraltro non sembra comprenderne appieno la portanza, almeno a giudicare dalla vasta gamma delle due espressioni (una di stupore e l’altra di sorpresa) che assume in regolarissima alternanza - avendo perso, per un momentaneo cedimento d’attenzione, le sequenze comprese tra il quarto e quinto tempo (che pare contenessero la sentenza moralista e simbolica dell'opera, ovvero “per andare in cielo occorre prima morire”), posso affermare che il film, sebbene tappa fondamentale di una cinematografia in fase evolutiva, annega nell'oblio la coscienza vigile dello spettatore, peraltro colto da vacua incertezza sull’opportunità di debuiarsi
domenica, novembre 19, 2006
prece: signore, quel giorno m’hai affiancato un angelo ed io, piena di grata letizia, l’ho accolto e l’ho sposato sebbene, onestamente, non ne fossi degna - ora, nella tua infinita bontà, dimmi, oh signore, quando pensi di riprendertelo?
venerdì, novembre 17, 2006
divello e scavo nell’orticello irsuto e cerebroso, e stralcio, e poto e, mentre zappo, noto strane creature penzolare in groppo sopra al terreno molle e appiccicoso: intente a germinare e già sognando i frutti, figliano testi scialbi e, a dirla franca, brutti - qualcuno pare zoppo, altri hanno gambucce flosce sorrette dalle grucce, negl'occhi un'espressione storta - la mamma è certa; e il padre..boh, chi lo conosce?!
giovedì, novembre 16, 2006
per oggi, mi limito (nel senso che economizzo sulle chiacchiere) a raccogliere e diffondere questo appello
mercoledì, novembre 15, 2006
coacervo ossimori insolitamente ordinari con risoluta inerzia e accanita noncuranza - affastello, in singolare molteplicità, normali bizzarrie ed estrose banalità, parzialmente colme d’eccellenza mediocre - invasata da mitissima furia, minimizzo smodatamente l’involontaria intenzione di significarmi nulla
è bello sapere
di poter non fare quello
che si vorrebbe fare,
mai avendolo fatto
martedì, novembre 14, 2006
per errore, ho cancellato un post - poco male - imperdonabile che siano scomparsi anche i commenti - chiedo scusa
lunedì, novembre 13, 2006
è a dir poco stravagante e, forse, lievemente azzardato che un istituto di credito, nell’invio periodico e unidirezionale di comunicazioni che mi riguardano, usi la formula “caro amico” riferendosi all'astratta sommatoria d’informazioni individuali + un capitale x - un emolumento oscuramente variabile (a titolo di commissione) che io rappresento
venerdì, novembre 10, 2006
è notte - barbagli inumidiscono di brina passi impacciati e voglia di far niente..la luce stana un tizio sgangherato che trema e spruzza etilici fonemi e, come se una condensa d’impressioni indigeribili gli formasse in gola una miscela d’ira incandescente, rigurgita e procede all’espulsione dell’offesa - in transito occasionale, l’agente ode, percepisce l’affronto e trasla le parole con blanda sicumera “vilipendio allo stato e alla bandiera” - poi, d'improvviso, e inaspettatamente, si triplica - segue un serrato parlottio e poiché un ubriaco e una sola bottiglia non giustificano l’azione d’una intera pattuglia, vengo fermato anch’io, che assisto defilato ma ironizzo su quel modo elefantiaco di valutare un reato - il caso, che ancora non esiste per il cosmo processuale, in questura assume ufficialmente la forma impersonale d’uno scarno verbale - il pubblico ufficiale che indossa la funzione con grigia dignità, parla e s’astrae “prego, ci favorisca le sue generalità” - poi, lentamente, cataloga le ordinarie frattaglie con scrittura indolente e mi seziona la vita dai tempi della culla, tal che del me vero non rimanga nulla - il buffo dell’intera procedura è che, con frammenti in sé insignificanti, mi ricompongo al momento tutt’intiero in carne, sangue, cervello, grinta d’avventuriero e, al pari d’un abietto, mi ritrovo inguainato in ferreo braccialetto - morale: per simile prodigio, basta l’imponderabile arbitrale che un poliziotto ligio usa chiamare sospetto
mercoledì, novembre 08, 2006
"stazionarie le condizioni del paziente, ricoverato per shock cardiogeno - la protesi* rimane riservata"
* testuale, dal tg2 delle ore tredici
lunedì, novembre 06, 2006
"la la laa.."
sul niente di nuovo splende la stessa luce di ieri e di domani, e tu, svagato e forte, alla pari con gli dei e le cose, canticchi un motivetto immotivato e imbratti l’aria di finzioni innocue e palleggi le ore su strade-scorciatoie dove il tempo s’incurva e arriccia all’infinito: un altro giorno, senza alternative, ti burla mentre ti fa il coro
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