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giovedì, maggio 01, 2008
lunedì, maggio 15, 2006
lui dice “dovresti assolutamente scrivere qualcosa”
io chiedo “perché?”
lui risponde “un sacco di gente ha già scritto qualcosa”
io replico “non è una buona ragione”
lui spiega “non serve una buona ragione, ne basta una mediocre”
io indago “fanno tutti così?”
lui precisa “non tutti, ma la maggior parte”
io osservo “dunque, la maggior parte ha mediocri ragioni?”
lui obietta “facevo per dire: la maggior parte è una minoranza”
io ribatto “tu mi confondi”
lui sbotta “la fai troppo lunga!”
io cedo “ok, allora sintetizzo”
lui suggerisce “va bene, ma senza esagerare”
io scrivo “qualcosa”
lui ammette “ecco, me l’aspettavo”
io concordo “lo so”
lui chiosa “del resto, che vuoi che ce ne importi se scrivi o no qualcosa?!
venerdì, marzo 17, 2006
questo è un esperimento di scrittura invisibile
il vuoto attrae e intriga - il nulla è incorruttibile e perfetto - il bianco assoluto è uno spazio luminoso - il vuoto è pienissimo di nulla - l'intero nulla può essere mio - il mio nulla è bello - esiste il bello oggettivo? non è dato saperlo - e, tuttavia, possiamo allinearci a tre diverse (scarsamente utili) correnti di pensiero:
1) no
2) si
3) forse
giovedì, marzo 02, 2006
anche oggi, credo di credere di credere - per fortuna, non mi credo affatto (credo)
venerdì, gennaio 20, 2006
quella mattina non c’era modo di trovare il verso - intanto che una parte del mio corpo svaccava obliquo alla giusta direzione e la testa mescolava brodaglie d’emozione col rumore del sangue, sciorinai la giornata in minute frattaglie, salii tutte le scale ch’erano da salire, aprii tutte le porte che bisognava aprire, lessi tutti i cartelli d’istruzione e li applicai, puntuale, alla mia sorte - feci pure le necessarie scorte d’appelli alla ragione - ma va’! non ci fu verso di trovare un verso, né di sapere perché il tempo dovesse lumacare vischioso sul mio polso senza minimamente immaginare dove andare a parare, né quando gli toccasse di finire..
martedì, gennaio 10, 2006

siamo realisti, desatellizzati dalle prigioni isteriche del vero - sì, siamo realisti in cerca di uno scarto sottile tra ciò che è e quello che vorremmo (crudo, asettico, intero) contemplare con l'occhio disincantato e scettico: ovvero, una realtà realista ma irreale di cui, con sollievo prudente, potremo senza dubbi dubitare
lunedì, luglio 11, 2005
mi attivo, proprio adesso: chiamo a raccolta le energie vitali, e vivo - entro nell’inconscio collettivo e prendo parte al Gran Magma Interconnesso - in particolare, parto a fare in part-time la mia parte come Parte di un Tutto di cui anch’io sono parte e in parte (ma solo in parte) affronto la partita con spirito di parte, a parte la parte di qualcosa che, pur essendo parto di altre parti, parti di parti di parti d’infinite parti cui parzialmente partecipo, parteggia per l’unica parte che, misteriosamente intera, m’appartiene - tutto s'incolla, tutto si tiene - con o senza dio - così, sebbene non m'importi, m’apparto con quella particella che, solo mentre si diparte, so definire imparzialmente "io"
martedì, marzo 29, 2005
dalle scritture (secondo io)
..in principio era il verbo, e il verbo era presso il Grande Blog, e il verbo era il Grande Blog - esso in principio era presso il Grande Blog, sebbene il contratto d’affitto fosse scaduto da tempo e la coabitazione in piena crisi: tutto si generò per mezzo suo, e senza di lui nulla esisterebbe di quanto, qui e ora, ci appare come esistente - nel verbo era la vita, e la vita era
la Luce degli uomini - e
la Luce risplendeva fra le tenebre, ma le tenebre erano parecchio, ma parecchio oscure, del tutto imperscrutabili e pertanto pochissimo visibili all'occhio umano (specialmente se la Luce insiste nel dimenticare
ovunque e continuamente accesi gli interruttori!) - ne consegue che
la Luce, opposta a tenebre scarsamente visibili, debba avere notevoli difficoltà a risplendere per contrasto e illuminare quindi checchessia: eppoi, sembrandoci acquartierata "a media lux" nel verbo senza apparenti disagi, siamo davvero certi che la vita sia in regola con il saldo delle bollette?
giovedì, marzo 17, 2005
rap/poem
oggi mi sfiacco: taglio un abbacchio e lo sforacchio dopo lo stecco con del finocchio ne intacco un tocco conficco un aglio spezzo uno spicchio spacco in 18 mezzo radicchio poscia apparecchio picchio un ginocchio se me lo tocco duole parecchio tento un impacco sennò mi blocco nel fare questo mi rompo un tacco tanto era vecchio dunque lo stacco ne faccio un pacco che butto al secchio mi secco un sacco becco l’abbiocco quindi mi sblocco rido e canticchio contro il malocchio siccome gracchio prendo uno stecco mentre sonnecchio mi trucco un occhio come lo tocco faccio un papocchio poi lo ritocco e me lo macchio fisso lo specchio resto di stucco (dio che spauracchio) tendo l’orecchio odo un pernacchio nicchio allo smacco e infine ammicco..
sabato, febbraio 26, 2005
dal palco al podio (passando per il tedio) ieri sera ci ho provato* - ho provato a divertirmi un sacco (ma..un sacco di cosa?) - ce l'ho messa veramente tutta (ma tutta cosa?): nulla!..niente, non c'è stato verso (ma quale verso? e, soprattutto, verso chi?)
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