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giovedì, giugno 29, 2006
“mentre sto scrivendo il post che tu stai leggendo, mio disoccupato e fannullone lettore, sono qui con la mano sulla guancia e, a parte un paio di sorsate di collutorio, non so bene cosa metterci dentro”
(senzaqualità cita Cervantes dopo aver letto Borges che inventa Pierre Menard che riscrive il Quijote che s'ispira a Cervantes che scrive con la mano sulla guancia imitato da Quijote, forse da Menard e senz'altro da senzaqualità, a parte un paio di sorsate di colluttorio)
venerdì, gennaio 21, 2005
..quando i briganti saccheggiarono la città, il popolo esultò! furono indetti 3 giorni consecutivi di baldoria - si allestirono luminarie lungo il corso principale e le si tennero gioiosamente spente per tutta la notte - ad ogni angolo delle piazze vennero installati faraonici amplificatori che, per l’intera durata del tripudio, tacquero - per informare e coinvolgere la cittadinanza, i muri delle case furono ricoperti di ridondanti locandine, perfettamente bianche e sotto il municipio ognuno potè notare, nella perfetta staticità delle divise monocrome, i 60 elementi della banda cittadina stringere al petto con tenerezza le custodie dei rispettivi strumenti, orbate del loro contenuto - e d’altronde, nessuno avrebbe saputo suonare alcunché, esclusi i citofoni delle case - a mezzogiorno in punto del primo giorno festivo, le campane del duomo furono saldamente bloccate ad evitare che un incauto movimento ne sprigionasse il suono - un’agguerrita squadretta di giardinieri s’adoprò alacremente a che ogni aiuola, ogni pianta del parco cittadino risultasse rigorosamente spoglia - il capo della polizia municipale, lui in persona, passò in rivista lo stato delle pattumiere comunali, constatando con malcelato orgoglio l’efficienza del servizio n.u.: non un solo cassonetto era stato imbrattato d’inutile spazzatura, talchè la stessa risultava equamente sparpagliata lungo i viali, in artistico e maleodorante disordine: aleggiava nell'aria un delizioso tanfo di cipolla, cui molto giovò il determinante contributo di anziani e bambini che, eccedendo in abnegazione, andavano rovesciando secchiate d’escrementi, avvalendosi della collaborazione spontanea della locale comunità canina, peraltro già impegnata in asincroni e strazianti latrati - tutti si sentivano profondamente desiderosi di desiderare, sebbene non sapessero bene cosa.. (questo raccontino-au-contraire è work-in-regress - ovvero: quando sarò certa di non poterlo fare, lo continuerò)
lunedì, gennaio 10, 2005
soddisfazioni (così, tanto per dire)
ieri, domenica, riunione chez moi di un buon numero di congiunti stretti per celebrare il genetliaco (a reti unificate) di tre capricorno e mezzo - dico a tutti, durante le preventive telefonate, che ho appena avuto una piccola soddisfazione, riferendomi a un articolo di quotidiano che mi cita (e che, curiosamente, oggi risulta il meno letto del secolo) - ecco qui, pari-pari, una panoramica delle reazioni:
A: "cos’è che hai? un blo..che? ma dove? sarà mica che mangi troppo pasticciato?" L: "articolo sul giornale? ahah.." R: "vabbuò, poi magari, dopo pranzo, gli diamo un’occhiata insieme - non è che hai conservato la pagina dei cinema?" E: "benone..però facciamo prima se mi fai un sunto" F: "ma va’? ma senti! ..un freddo cane, qui da te - hai messo il riscaldamento a bomba? eddai, che altrimenti si crepa! M: "uuu! però non ho con me gli occhiali.."
alle 17:00 son già tutti in viaggio di ripiego verso roma - con i fogli del corriere ci hanno incartato gli avanzi di pasta per matilda (il dogo di mio fratello L. non si sentiva bene e abbiamo dovuto tenerlo a dieta stretta) eh, lo so, lo so..ho una famiglia meravigliosa
sabato, gennaio 08, 2005
bizzarre coincidenze.. "giocare a blogrodeo", un bel pezzo sul corsera di oggi (da parte mia, un grazie al generoso autore) nota: riguardo all'articolo di cui sopra, qui è possibile postare soltanto commenti di tipo simplex - per quelli di tipo complex (dissensi, controversie, distinguo, puntualizzazioni, lamentele, rivendicazioni e/o ritorsioni), rimando al blog patarodeo, più adatto alla bisogna..
mercoledì, gennaio 05, 2005
la notte del Grande Calzino
il collo gli doleva, sradicato dal resto - nude, rattrappite, le dita sfioravano la pianta fradicia, gonfia di umido vapore - già in fase putrescente, fetide esalazioni l’avvolgevano - il grande Piede era disteso esanime (se così si può dire parlando di un piede), gelato nel suo immobile giaciglio - il problema non era tanto il freddo, l'umidità, ma il cattivo odore che devastava l’aria - al solo scopo di salvaguardare la sua sopravvivenza in vista del futuro ricongiungimento col gemello, pregava ”eppure non ho colpe..il fato volle che fossi incapace di restare vincolato all'arto - il mio gemello no, lui ha un futuro diverso e non patisce la mia sorte: in una notte, con l’anno nuovo, smetterò di calpestare terre - ho fede che renderò giustizia - dopo, forse, potrò ricomporre la scissione..”
lui, nella solitudine assordante d’infiniti passi interrotti, si sentiva voglia di volare anziché camminare come gli competeva, di abbozzare passi di danza su e giù dall’eden, di giocare, di lanciare un pallone per aria e riprenderlo al volo, di starsene lì, inerte ed inutile, a ridere di nulla, semplicemente libero nel vuoto - fermo, contemplava le stelle, sognando..al principio fu l'Universo delle Nude Estremità Infinite - la creatura pedestre, viziata dal peccato, fu condannata all'attesa dell’Avvento del Grande Calzino, che una notte, una notte prolifica, apparirà splendente - e tale notte si moltiplicherà all’infinito, una ogni anno - all’improvviso, la Grande Calza Forata lo spinse con un tale scatto da sollevarlo di mezzo metro dal cosiddetto suolo, e prima che la debole gravità la costringesse a riplanare, l'avvolse tutto, spronandolo in avanti - finalmente incalzato, il Piede saettò con l'impeto di una freccia - poi picchiò verso il basso, in traiettoria verticale - volò un’intera notte, il blocco di carbone già innescato nella cavità dell’alluce, pronto a colpire..
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