|
lunedì, novembre 27, 2006
nell’immoto trantran di quel luogo vibrante di passaggi che è il mio borgo, tutt'a un tratto li ho visti: bronzei o pietrosi, memento d'affanni più o meno gloriosi, ecco poeti con la faccia d’eroi, eroi con la faccia di santi, santi con la faccia di condottieri, condottieri con la faccia di poeti, le membra passive, il cuore duro, lo sguardo fermo, l’espressione assorta o vittoriosa, intelligente e, ovviamente, virtuosa - in piazza della libertà, all’incrocio della circonvallazione p. togliatti con (c’è da dirlo?) viale gramsci, il condottiero svetta e, inguainato nella sobria vigogna di manifattura apuana, il piede destro proteso nel rarefatto impulso d’avanzare, sotto il braccio le carte d’un congresso, sorride mesto del privilegio d’essersi defilato troppo presto - e ancora, sul municipio, ecco le targhe: una ricorda ”giubileo dantesco - il popolo di *** (500 anime) volle qui ricordato nel marmo il S.P. (sommo poeta) che, palpitando di patrio amore, la poesia italica sollevò al cielo”..di cotanto palpito pigramente fruisco, e mentre colgo un frullio che pare d’arpa, schivo il colpo pedestre del ragazzetto che calcia un sasso, ignaro d’ogni sorta d’ascesa al cielo che non sia la sua allegra, e solida, e vitalissima, e infinitamente leggera e fracassona scarpa
domenica, novembre 27, 2005
..mentre la massa d’acqua si placava, l’aria ancora tremò - per un po’ le fasce di legno sembrarono flettersi come fossero brandelli di caucciù - un tempo indefinibile passò - nell’attimo successivo, sembrò che l’arca si ricomponesse col dignitoso sussiego di una marionetta nel finale della recita - tutto tornò immobile e disteso - fu allora che s’udì il lupo lanciare un grido due ottave più alte delle sue consuete corde - la scimmia, faticando a districarsi da una matassa del suo pelo, emise un rapido rosario di piccole bestemmie - l’oca si contò le piume e sorrise, come sempre a tutto impermeabile - la jena sputò il riccio che ospitava tra le fauci ormai ferite - la coppia di delfini piroettò tre volte su e giù dall'acqua, testandone il calore - un pitone s'accollò le pulci sulla schiena - il toro sfilò l’alga che gli si era incastonata tra le corna e tutti capirono di essere approdati in paradiso: a vederlo, sembrava tale e quale alla terra..
ci vollero parecchi, irritanti minuti perchè, nella luce azzurrina, le bizzarre e slabbrate frange della costa apparissero per ciò che erano, scure e impiastricciate da una strana coltre vischiosa - faceva freddo - l’orango s’aggiustò meglio la dentiera e chiese l’ora al nocchiero, poi riaccese il cellulare - malgrado grondasse acqua, gli parve funzionasse - provò a chiamare un tassì..
mercoledì, gennaio 19, 2005
tenere alta la guardia
..eeeh, si fa presto a dirlo..è una parola! intanto essa, la guardia, pesa 98 kg al nudo e 112 in divisa - le armi d’ordinanza (pistola, e tagliaunghie) fanno ancora 9 kg - se mai ti capitasse di doverla tenere alta per più di 5 minuti, sono cavoli amari: innanzitutto segui alla lettera questi accorgimenti e buon pro ti faccia: propinati due bocce di anabolizzanti, 8 rossi d’uovo sbattuti e corretti con il vov oltre a 6 ore preventive di body-building estremo - e sì, perché ne ha di pretese, la guardia..“e stai in campana, e cerca di tenere desta l’attenzione, e tirami un po’ più su, ché da qui non vedo un tubo” oppure “oh, smettila di sbarellare, e che figura mi fai fare..ne va dell’onore dell’arma, del prestigio della nazione e, salvognuno, anche del mio personale metabolismo!” - mi hanno detto che può essere pericoloso abbassare la guardia - ti dico la verità: io, qualche volta, nel pieno della notte..eeh, la mollo lì, la guardia, poggiata a terra - tanto, tra il lusco e il brusco, chi vuoi che mangi la foglia?
martedì, settembre 28, 2004
del nulla
il progetto mi elettrizza! l’idea scuote l’intera mia area cervicale sinistra penetrandone la corteccia e da lì, ramificando siccome un retrovirus, invade fino all’ultima mia cellula producendo un’accelerazione delle pulsazioni con balzo della pressione alle stelle e pronta infiammazione dei tessuti cutanei del volto: in pratica, mi coglie la fulminea consapevolezza di poter essere in grado di essere colta da fulminea consapevolezza, seppure senza oggetto - bon, ripresami dall’attimo di stupore autoreferente, riconquistata la piena padronanza del mio me, colgo l’occasione per autocongratularmi per l’astratta eccellenza dell’idea che si autodefinisce in un progress incalzante e che intuisco potrebbe costituire la pietra miliare di un percorso mirato alla costituzione di un movimento d’opinione su me medesima di cui, al momento, mi sfugge sia l’utilità che il target ma tuttavia sicuramente capace di coagulare tutte le componenti psico/fisiche atte ad essere coese
- ecco l’idea: fondo una “Fondazione per la Concreta Tutela dell’Inconstenza Permanente delle Idee”, le cui finalità per il momento non saprei chiarire in quanto impostulabili, stante la natura nonica e/o inesprimibile delle stesse -
in attesa d’improbabili eventi acclaranti il progetto, mi autopropongo quale firmataria unica di una petizione (il cui contenuto elaborerò non appena si presenti elaborabile), tesa all’affermazione dei diritti della categoria che rappresento - tale categoria, temporaneamente in fase pre-embrionale, sarà definibile solo dopo che qualcuno e/o qualcosa d’immanente me ne abbia chiarito sia le premesse teoriche che le finalità, ad oggi totalmente misconosciute e, soprattutto, perfettamente e soavemente inutili
venerdì, luglio 09, 2004
dramma d'attualità: le dispersioni d’acqua
il problema delle falle nel tbw (total body water) si ripete ogni anno, con regolarità inquietante: sembra che un buon numero di interconnessioni idriche tendano a degenerare e che la complessa rete di condutture, un po' per usura e un po' a causa del levitare della temperatura esterna, aumentino in modo abnorme la loro permeabilità, dissipando i liquidi come dei colabrodo - tale fastidiosa dispersione coinvolge soprattutto il complesso sistema sinaptico esterno: la trasudazione impazzita crea un difetto nell'irrorazione delle falde - ne consegue l'atrofizzazione di alcune tubature periferiche con inevitabile raffreddamento di gran parte delle aree circostanti - il drenaggio dei liquidi rallenta e ristagna, così che l'ipostrato subisce mutazioni di tipo sclerotico - il fenomeno è rilevabile dalle frequenti escrescenze "a duna" che smottano la linearità delle superfici colpite dal problema - è un lavorio praticamente inutile, uno assurdo spreco d'acqua, un danno, una calamità innaturale..metabolicamente parlando -
praticamente parlando, significa che hai la cellulite
giovedì, luglio 01, 2004
fenomenologia massaica (1.1)
oltre che di poeti, santi e navigatori, il nostro è un popolo di massaie - l’habitat naturale di queste creature è il nido domestico, pur non disdegnando la frequentazione di siti alternativi quali shopping-center, mercati rionali e supermarket, tutti luoghi dove è possibile apprezzare la loro abilità nel praticare lo slalom con i carrelli della spesa - esse hanno un’età vaga, fluttuante e difficilmente accertabile con indagini statistiche - esse sono raramente definite “fighe” dai loro partner - esse sono sovente aggressive, specialmente quando sostano in fila alla posta - esse portano dei curiosi cilindretti di plastica tra i capelli allo scopo di renderli lisci o ricci - esse cadono in temporaneo stato confusionale non appena si chieda conto del loro tempo libero - esse prediligono i colori bianco, rosa e violetto, nelle diverse sfumature ottenibili da candeggio andato storto - esse adorano aspergere le loro case con essenze nauseabonde - esse sovvertono la generale tendenza ad apostrofarsi con il tu e colloquiano volentieri negli androni dei palazzi dandosi del lei - esse fanno con regolarità un uso improprio del telefono - esse palestrano i propri neuroni a colpi di quiz televisivi - esse danzano e cantano giulive mentre offrono ai propri congiunti ignobili carni inscatolate, nella convinzione che ciò le agevoli nell'ottenere il patentino di "mamma" - esse perdono il loro usuale à plomb prevalentemente durante le riunioni condominiali - esse sono il motore dell’economia e rappresentano il target di riferimento più ambito dalle aziende - esse tutte, indistintamente, sono responsabili del fallimento dell’euro - esse campano mediamente 6 anni più degli uomini, ma peggio - esse hanno una santa protettrice il cui culto si celebra a voghera - esse sono definite massaie - esse, tuttavia, non amano essere definite massaie..
giovedì, giugno 10, 2004
testa duole..
questa mattina, mentre ascoltavo la cistifellea farmi il solito report sulla produzione biliare del fegato (cosa noiosissima, soprattutto se correlata a grafici e illustrazioni in p.p.) s’è udito un boato: il mio esofago, nel trasportare frattaglie innominabili di cibo nello stomaco, ha cominciato a lamentarsi su presunte incompatibilità funzionali (a me ascrivibili) che creerebbero malumore e imbarazzo ad alcuni tratti intestinali causandone l'inevitabile intasamento nonchè svariati blocchi nella libera circolazione soprattutto in zona periferica - naturalmente a quel punto è autorevolmente intervenuto uno dei miei 2 numerosi neuroni (peraltro con scarsa solidarietà e buon gusto) che s’è precipitato a far la spia alla parte occidentale dell'area occipitale con conseguente presa di posizione di tutte le molecole del sangue: proclamata l'immediata agitazione sine die, le precarie hanno indetto assemblea sindacale deliberando unanimi misure di contrasto attive e passive a partire da mo’, di cui soste e accelerazioni a singhiozzo della loro corsa quotidiana - la parola d’ordine? “1, 10, 100 mal di testa”
|
|