SENZAQUALITA

   un blog da cui, eccezionalmente, non si ricava nulla

 




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gabryella@gmail.com

consapevole di ogni possibile conseguenza e autoritorsione di questa affermazione, mi dichiaro DADISTA



giovedì, marzo 15, 2007
 

impatto

mentre t’avanzi a sbalzi onnivaganti e spandi un ottimismo immotivato e sporgi le pupille ben oltre il necessario su frivole speranze e bevi da un’insidiosa fonte quei falsi presupposti che t'arricciano il viso negando spazio a labbra incautamente ricamate di rossetto color chilosà marca rimmel che tracima dai bordi in modo che d’altronde non t’aspetti e ignara ridi e agiti le mani, covando tragici fermenti nel varco oscuro tra i due incisivi che sporgono imprudenti in guisa tale che, se parli, spruzzi protoni morti e vapori caldi e flatulenti sulla mia faccia offesa, sbarello lievemente, stringo i denti e arretro, cara, arretro
di SENZAQUALITA | 15:32 | commenti (12)
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lunedì, marzo 05, 2007
 

colti sull'olfatto

coppie di nari addensano la sala di nebulose e ansiose e ritmiche inspirazioni/aspirazioni - nell’incanto affollato fremono nasi oppressi da setti circonflessi, covando l’arrembaggio al tesoro incorrotto d’aromi vertiginosamente inessenziali imprigionati tra le sfaccettature dei cristalli d’antan - colti sull'olfatto, i nasi puntano dritti al battitore d’asta che smazza e indulge a manovrare il carosello tassonomico d’essenze - brusio d'antenne e fremiti nervosi finché l’arma nel pugno del garante non s’impenna: qualcuno, in lotta per aggiudicarsi il lotto, accenna un movimento delle dita tra stracco e delicato (gesto che presuppone affinità con pratiche e contingenze lumacose) - l’effluvio decantato sparge nell’aria un’ansia di possesso - mentre l’essenza delle essenze si dibatte nell’attimo più incerto del suo volatile destino, l’asta sale e incalza il martello che bacchia un tunc! definitivo: la massa variegata di nari fiuta scontenta quel imperativo - il fortunato naso che ha conquistato le ampollose ampolle, s’allarga in un sorriso - ormai, l’incanto è spezzato

di SENZAQUALITA | 13:43 | commenti (15)
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domenica, gennaio 14, 2007
 

cosarsi un poco

effimero leggente,

onde evitare che il nullame che ci connubia si protragga facendosi minace, m’induco a dispiegarti alcune cose (ché io so molte cose sulle cose mentre, sebbene indaghi, poco o nulla so delle non-cose): so che ci sono cose e cose, che le cose vanno in un certo modo, che hanno un’evidenza e che sovente parlano da sole - so che è meglio guardarle in faccia, le cose - inoltre, so che ci sono cose che voi umani..e poi cose da pazzi cose turche cose dell’altro mondo cose da nulla cose che stanno così o cosà, cose che capitano cose mie cose nostre cose loro cose viste o mai viste cose fatte che hanno un capo e cose senza capo né coda cose strane cose grosse cose note cose serie cose da nulla e cose così (..così? ma così come?!) e poi cosette cosacce cosine cosone

se tu chiedessi: "fammi capire una cosa: come vanno, le cose?", io ti risponderei che, a cose fatte, da cosa nasce cosa e, se le cose si complicano, è meglio una cosa alla volta e ogni cosa a suo tempo - altrimenti, non è cosa! infine, caro leggente, sappi che le cose sono due, sempre! anche se appare evidente che “una cosa è una cosa è una cosa è una cosa”

 

per concludere (ché altrimenti questa tirata resta inconcludente) voglio augurarti tante belle cose

di SENZAQUALITA | 09:34 | commenti (23)
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mercoledì, dicembre 27, 2006
 

librarsi un poco (ma senza appallarsi)

compulso l’oggetto ch’ho tra le mani: trattasi d’un prisma a sei facce - l’interno è multistrato - al tatto, la materialità è flessuosa e il colore bianco tendente al chiaro - ogni singola superficie assembla ed espone in buonordine termini sciolti o variamente combinati, impressi in una delle molte gamme del nero - tosto m’attendo ad osservarne il grafismo nei modi più confacenti alle mie variegate attitudini di lettura (ovvero: a scorrimento orizzontale, verticale, diagonale, misto, a sommario, a blocchi, a scacchiera, a righe alterne, a volo d’aquila, a macchia di leopardo, in trance, per astrazione, con rovesciamento del punto di vista, in stato crepuscolare orientato, ad occhi incrociati e/o socchiusi e a volume serrato) - invano, ché l'occhio già s'affloscia: il primo capitolo mi scompuzzola per la felice intuizione d’introdurre, nel breve volgere d’un pugno di pagine, un secondo capitolo che, inaspettatamente, ne precede un terzo che anticipa un quarto, un quinto e un sesto - quest’ultimo s’antepone improvvisamente a un settimo che, con sorprendente prevedibilità, preannuncia nientemeno che un ottavo, evidente preludio al nono e, forse, ultimo capitolo, compendio e cuspide d'un almanaccare così friabile e volatile, da procurarmi all’istante uno smarrimento umorale degno di miglior causa - purtroppo, null'altro ho da annotare sull'oggetto [lessi, me lassa, fino a farmi lessa]

di SENZAQUALITA | 17:30 | commenti (6)
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venerdì, settembre 08, 2006
 

ho fatto un sogno - era così confuso, ma così confuso da sembrare un post (uno dei miei, ovvio)

sono in biblioteca - osservo - in quel muto scenario di cartone, barricate provvisorie frenano ritratti di cose in bilico tra il salto nel buio e quello del pudore - bellicose larve di pensieri in contiguità straziante prolificano come liane in una foresta amazzonica - poi, franano dalle carcasse irrigidite e affrontano l’agone per disputarsi e conquistare il senso - vogliono farsi onore - un disordine altero e superiore smazza le sorti di falangi di sillabe, le ricompone in trincee brunoscreziate e incita “andare avanti!”, poi spazia, allinea, schiera e abbatte la brulicante ovvietà delle parole - "contaminare e rigenerare" è il motto - da capo, indulge ad epicare la missione - da capo trancia, lima, apre e chiude audaci virgolette, spara due punti e, maliziosamente, ne infila sul campo tre di sospensione - nella tregua, sodalizi imprevisti generano una nuova e già appassita azione intanto che s’impenna il vessillo d’un imperativo sulla testa d’una alquanto improbabile ragione - un interrogativo spiazza un intero periodo di colore su cui cade più d’una macchia - ovunque, piove luce e grigiore - in un angolo oscuro, una pagina ormai svuotata "s’accartoccia e muore"

di SENZAQUALITA | 08:48 | commenti (9)
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domenica, giugno 11, 2006
 

calma piatta

la pappa inconsistente del tempo vuoto è in offerta speciale, stamattina - di turno, mezzitoni aggraziati al posto dei rumori - in alto, un fumarsi di fogliame abbrustolito sostenta il volo di stormi di pennuti - ah, se almeno fossero caduti, i pennuti, avrebbero imbrattato di soffice stupore i baffi da felino dell’unico quadrupede presente tra le gambe svogliate di quel grumo di gente che respira e consuma irrimediabilmente una condensa d'ozio e malumore - colpite dalla pioggia, fronde d’appassimento verdeviola e giallume diffuso sulle creste più esposte contrastano lo sciame d’azzurrino che, in cauto movimento, sbuffa e si sostiene a stento - la domenica mattina ha un curioso sapore di non-sapore - stagnante (non decolla), un timidissimo vento sbadiglia tra le ore - è facile, se lo si vuole, immedesimarsi totalmente in sé

di SENZAQUALITA | 12:27 | commenti (8)
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venerdì, giugno 02, 2006
 

passi

passi d'autoreho ascoltato transitare passi in un'altalenante progressione: ho notato che, se la pressione coglie l'acciottolato, o l'asfalto, o terra o prato, il suono resta quasi invariato - ho ammirato suole di scarpe sopportare con eroica indulgenza l'impegno pedonato a trainare il peso molesto della massa che, ad ogni passo, incombe e schiaccia e affonda passivissimi pezzi di passato - mentre passano i passi sul passato pressato e deturpato, il piede scorre infermiccio, complice motivato, da calzato a incalzato - metà insolente, metà indolente, viaggia aritmato su gomma dentata a carrarmato (più raramente, su cuoio levigato), invischia fango, cacche, carte, fili, foglie e quello che non aggiunge, toglie - in tutto questo, ho annusato l'odore inesistente del già stato

di SENZAQUALITA | 12:15 | commenti (10)
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giovedì, giugno 01, 2006
 

disincanto

visto che mi sto troppo addosso, di tanto in tanto, discretamente, mi prendo le distanze - ne misuro il peso e i reciproci rapporti - le mantengo in tensione interlocutoria con un paradosso - constato che ho fatto loro qualche danno - ne accetto le lagnanze: le tengo un po' più lasche e osservo lungamente cosa fanno - poi, nel riposizionarle nel luogo esatto dove solitamente stanno, invariabilmente noto che (non si sa come) mi si sono accorciate d’una spanna - di questo passo, aderendomicisi, certo scompariranno

di SENZAQUALITA | 09:07 | commenti (11)
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sabato, maggio 27, 2006
 

post prandiale e pre-elettorale

'stanotte si sono ufficialmente congedati i déjeuners sur l'herbe, le merendine a base di porchetta e le cenette a luce di candela che, per l'intero maggio, hanno confortato l’operosa esistenza terrena dell’elettore medio di provincia - questi, sazio e sfiancato, ora spende l'attesa in un meditabondo ruminio metabolico: sembra un basso continuo, cui fanno da contrappunto belle e sagge parole che, evase dal poster ospitante, frusciano stracche e prive d’alcun senso, affrancate da sembianze rubizze, sguardi impostati e pigli volitivi, punteggiando di nerume e azzurrame e rossame e grigiume le piazze - poi, cadono a picco e macchiano le facce - me, ch'ero rimasta a dieta, mi hanno butterata

di SENZAQUALITA | 09:49 | commenti (4)
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domenica, aprile 30, 2006
 

caro don Guido,

consapevole della vanità dell’esistenza terrena, ho deciso di aderire alla settimana di spiritualità organizzata dalla nostra Parrocchia, con l’insostituibile contributo organizzativo Suo e dell’Associazione Piccole Figlie della Divina Sofferenza - riflettendo sui benefici psicofisici e le indulgenze che Lei promette a chi s’accosti con animo semplice al tour mistico, mi sono fatta una ragione sull’equità della quota d’adesione (890 euro), visto che i 6 pernottamenti all’addiaccio in quota (4000 m) già di per sé garantiscono sicuro nonché rapido avvicinamento alle vette della purezza e all'ultimo stadio della grazia - e tanto basterebbe, senza che fosse necessaria l’astensione totale dai pasti, da lei postulata con intento pastorale quale necessaria penitenza e che, tuttavia, non giustificherebbe del tutto il supplemento quota (200 euro) per i beni di primo (e credo ultimo) conforto consistenti in n. 6 boccette da mezzo litro di acqua minerale "Fonte Sant'Arsura" - comunque, come da Lei suggerito, ho appena effettuato il bonifico per la quota d’adesione e per gli optional ch'ebbe a vivamente caldeggiarmi: un paio di sandali chiodati da 98euro, il rosario realizzato dalle Piccole Figlie con conchiglie, rigatoni e cannolicchi a 45 e il frustino flagellante in filo spinato a 33 (batterie escluse) - quanto al concorso cui parteciperanno i sopravvissuti al pellegrinaggio, sappia che la tovaglia con ricamato a punto croce “canta che ti passa” la vinsi già con il pray-tour dell’anno scorso e così conto sul fatto che quest’anno venga sorteggiato un iPod nano con incisione al laser-Spread OFDM o, almeno, un videocellulare standard VSF

con devozione, sua (nome illegibile)

di SENZAQUALITA | 18:40 | commenti (15)
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venerdì, aprile 07, 2006
 

più aspettativa per tutti

" ho l'orgoglio di dire che il mio governo ha incrementato l'aspettativa di vita degli uomini da 78 a 80 anni, e per le donne da 81 a 83 anni "

- resta inteso che i due anni d’incremento saranno concessi esclusivamente a nostri elettori di provatissima fede - quanto agli altri, ciccia! ah, dimenticavo..chi avesse già superato questa soglia, sappia che dovrebbe considerarsi tecnicamente estinto - in ogni caso, stiamo già pensando di concedere a questi poveracci 5 anni d'aspettativa di limbo, estendendo loro il diritto di voto dall’aldilà: l’utente defunto potrà esprimerci la sua preferenza apparendo in sogno ad uno a scelta tra i propri congiunti o, nel caso questi difettassero (o soffrissero d'insonnia), direttamente a bondi

di SENZAQUALITA | 16:29 | commenti (15)
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venerdì, marzo 17, 2006
 

weltanschauung

acrisia, proficiente, soggòlo, dromomania..

nulla..è solo per far prendere una boccata d’aria alle parole (ormai le lascio uscire da sole: sono grandicelle, hanno rigorosi orientamenti maieutici e una matura consapevolezza nel relazionarsi - inoltre, prima d’uscire, si lavano regolarmente i denti e tutte, ma proprio tutte, hanno sia la paghetta che il cellulare)

di SENZAQUALITA | 16:07 | commenti (8)
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mercoledì, marzo 15, 2006
 

appello al nonsenso comune

si rende noto che restano ancora provvisoriamente aperte le iscrizioni all' O.P.S.H - l’attività istituzionale dell'appena costituita Ong (trattasi d'una organizzazione non governativa di cooperazione internazionale) riguarderà, come limpidamente intuibile dall'acronimo, la salvaguardia, valorizzazione e promozione sociale (qualunque cosa questa espressione significhi) della consonante  H , con particolare riferimento alla difesa del diritto al mutismo tombale e permanente della medesima, mission cui soci fondatori, aggregati ed aspiranti tali conformeranno il personale impegno e parte delle eventuali, future risorse

(in via subordinata, sarà consentita l'aggregazione alla costituenda A.D.A.O, Associazione Decrittatori Acronimo O.P.S.H)

di SENZAQUALITA | 07:50 | commenti (10)
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lunedì, febbraio 20, 2006
 

olimpiadi del freddo

“non ne ho più voglia” mi dici inseguendo un te stesso che plana dai picchi incandescenti in tiepide vallate di stanchezza - pesanti, slavinano sul letto occhiate pendolari, abbottate di torpore e notevolmente trasversali - annuso la tua ombra che svanisce dietro lo sgusciare improvviso d’un ginocchio in movimento riflesso - capelli d’una lucentezza liquida ti macchiano il livore delle tempie: lì dietro, un cervello ingrippato e senza pezzi di ricambio s’agita e tenta di riguadagnare la salita con la marcia sbagliata - ti esamini con concentrazione eccessiva l’unghia scodinzolante del mignolo sinistro e ruoti uno sguardo nevoso e contundente che m’atterra - sospiro, non rispondo, scosto il piumone e espongo tutta la latteria sudata ad asciugare al vento, convinta di non aprire più parentesi, per oggi

di SENZAQUALITA | 08:19 | commenti (13)
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mercoledì, febbraio 08, 2006
 

durante la pausa caffè..

capitò che un personaggio marginale, uscendo da un racconto, s'imbattesse in un lettore che tentava d'entrarvi

"prego, dopo di lei"

"ma ci mancherebbe! passi, passi pure"

"lei è ben gentile..si figuri, io non avrei per nulla fretta ma è l'autore che preme per costringermi a uscire"

"perbacco, non mi dica! anzi, dica, mi racconti con calma l'antefatto"

"quello, nel plot, sostiene che non ho carattere né consistenza..in fondo, cos'avrò fatto alla fin fine se non aggirarmi per l'incipit con una bomba serrata nel giubbotto? che colpa ho io se il mio creatore m'ha assegnato l’archetipo del mezzomatto dal passo furtivo e l'occhieggiare sospetto?! m'avesse almeno accessoriato d'uno straccio di monologo interiore o magari, nel finale, d’un fugace riscatto!”

se lo permette, abuso del mio ruolo di leggente e la sottraggo al destino sfigato voluto dal suo autore - sa, questo blog non ha grandi pretese, ma è aperto e accogliente: entri senza timore - come dice..che fine fa la bomba? sia cortese, m'autorizzi una lieve variazione.." fu così che il lettore mollò libro e caffè, e prese a scrivere un racconto d’azione dove una bimba mordeva nel costato uno scrittore che la teneva vincolata a sé, serrata in un giubbotto, ecc ecc ecc

(ecco cosa avviene a elucubrare li post altrui !)

di SENZAQUALITA | 15:40 | commenti (10)
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martedì, febbraio 07, 2006
 

meglio lavorare, sempre che..

12 capoccioni in pietra affumicata (di cui riconosco 1 ariosto, 1 tasso, 1 virgilio e boh) addossati alle pareti unte d'affreschi, fanno rimbombo di tutto il parlottare amplificato male e tradotto peggio - dentro la sedia rossa, accovacciata, fornita di zigulì e buona volontà, incasso sbigottita la lista delle calamità dell'urbe che una troppo accaldata americana vomita sulla mia mezza nuca incautamente collocata a cm 30 dalla sua insofferenza - nel sottopalco una glaucocrinuta mi saluta  dall'alto del suo metrottantacinque con baricentro basso - poi s'avvicina, m'abbraccia generosa e prende a complimentarsi per il mio stato di conservazione eccellente cui aggiunge altre amenità - reagisco ottimamente malgrado ne ignori il nome e la fisionomia - più in alto, un numero da circo di veltroni (che appare e spare nell'arco d'un minuto) apre le ostilità: strada è bilioso e parla di democrazia della pace o forse di pace della democrazia - resisto - non vado via prima d'aver esaurito la scorta di zigulì e quel pugnetto di curiosità che m'ha portato qui - verso le 19 o giù di lì sciamano i relatori, strizzando mani e spalle anchilosate e scambiano sorrisetti e promesse con i sopravvissuti - faccio un'intervista e lancio un'occhiata all'ignaro infante infagottato dentro una carrozzina un po' troppo blindata: suda e goccia come una cloaca e sogghigna pacioso - ho come l'impressione che abbia compreso, l'unico, il messaggio dell'insolita serata

(dovere di cronaca - tale è in sostanza questa sbrodolata)

di SENZAQUALITA | 08:09 | commenti (4)
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mercoledì, febbraio 01, 2006
 

memoria bianca

non appena accielato in paradiso, dovetti constatare che avrei potuto adattarmi solo al lavoro più semplice e lineare:  lucidatore d’orizzonti (e sì, sì, anche lì ci tocca lavorare!) - e non crediate che ci fosse molto di più sfizioso da fare per chi, al pari mio, pativa l’unica colpa di cercare un’impossibile normalità  - quando mi presentai alla selezione per spidocchiatori d'ali di cherubino, dovetti rifiutare i dieci anni d’apprendistato nel colombaio dello spirito santo: non avevo la tempra, né l’età..al servizio spammatori d’azzurro, nulla da fare..s’erano presentati in 200mila, molti già con esperienza in vita (e tutti, pare, ciecamente credenti!) - per lo smaltimento delle sfrangiature delle nuvole non mi sentii portato,  per via dell’umidità e al ministero della custodia occorreva presentare un curriculum che includesse bella presenza, patente di volo e, ovviamente, perfetta conoscenza di tutte le lingue, incluse quelle estinte - inoltre, quelli come me, che erano giunti colà per propria volontà (ovvero, s’erano suicidati), venivano subito discriminati, parcheggiati in un’area di servizio e obbligati a temperare la pazienza con l’esercizio della contemplazione d’ogni propria azione: non faceva per me, che non sapevo cosa fosse agire  e, quanto a contemplare, difettavo del materiale che di solito alimenta l’immaginazione - non passò che un istante e già mi ritrovavo a rimpiangere il tempo perso a scacazzare, poppare e frignare prima d’implorare reversibilità - in quei tre giorni di vita, gli unici, da neonato..
di SENZAQUALITA | 09:43 | commenti (7)
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giovedì, gennaio 19, 2006
 

faccia tosta

buongiorno, parlo con "chi l’ha visto"?  dica pure, qui è la redazione - denuncio il caso della sparizione improvvisa d’un povero cristo  - fornisca i dati, ci dia una descrizione - trattasi d’un adulto cui ho offerto protezione in attesa d’un visto - prego, ci spieghi un po’ la situazione - ha agito come un ladro, un disonesto: s’è allontanato all’alba, appena desto, senza preavviso, senza spiegazione, senza neppure consumare il pasto..credo si sia diretto alla stazione - le chiedo solo una precisazione: il fuggiasco accettò mai l’innesto? era sereno o vittima d’afflizione? e dette mai un segnale manifesto di calo nella sfera d’attenzione? ci risponda, se può, con precisione - restava muto per la devozione e mai fece un gesto che rivelasse qualche depressione..se n’è scappato senza una ragione, solo per tigna, pura ribellione al regime che gli avevo imposto di non uscire dall’abitazione, d’essere grato, giudizioso e casto, lavoro in nero e salario modesto ma, nel suo caso, certamente giusto e..beh, a che vi serve la puntualizzazione?! le spiace se saltiamo questo tasto?! - si figuri! ma avanzo un’obiezione - la faccia pure, ma s’agisca presto!  - a parer mio, è solo evaso da una vessazione

di SENZAQUALITA | 16:30 | commenti (7)
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venerdì, gennaio 06, 2006
 

il tempo che ho

(saldo un debito con SaltoDelCanale)

ora immagina ch’io sogni il tempo: per prima cosa innesco la moviola (l’ho installata nel nucleo della testa) poi controllo la lista delle pizze dove strisciano serpentoni di pseudo-filmati splendenti o scoloriti / parto, e osservo che scorrono in un lampo flashback arabescati di colori, alcuni ammuffiti e seppiovirati, altri sottotitolati e montati in sequenze senza nesso apparente / tutti raccostati con nastro trasparente / zoommo, e controllo con la lente kilometrate di schermate, particolari insignificanti intramezzati da babiloniche colonne sonore di monologhi che, in schizofrenico conflitto, si mutuano in dialoghi e miscelo parole diversamente abili al rumore d’un vecchio filobus sgangherato che, ogni mattina, traghetta l’ombra serena di mio padre altrove, verso un luogo che ho sempre soltanto immaginato / colgo a sbalzi qualche significato / nessun progetto, ma solo il caso guida il montaggio dei frammenti d’un discorso polimorfo e concentrato che non è metafora né flusso di coscienza incontrollato ma lo snodarsi estenuato d'un vissuto semitrasparente, insufflato tra sbuffi polverosi di memoria, del resto involontaria, e un po’ di tenerume di storia improntata al passo ridotto, interlocutoria / in quel caos inzeppato di cose e ore c’è la premessa per un laboratorio ricombinatorio / il mio personal-life-video scorre sul binario e, ogni volta, un nuovo contesto ne crea il codice interpretativo quasi fosse uno specchio che rifletta un mondo che è mutante solo se osservato / poi prendo a moviolare in rapida sequenza le raffiche di vita e, mentre il nastro scorre un po’ sfocato, qua e là  emerge un casello d’autostrada sotto il temporale, 8 uova sbattute e poi arrostite in una padella dal bordo smerigliato, un abito di seta con tralci di mimosa, un pallone sgonfiato, un prezioso e minuscolo ditale, l’architrave solenne d’una porta, uno spasmo di bocca lievemente storta, una camera chiusa..materiale (logorato dal gioco delle parti) che riciclo con trip avanti/indietro, ondivagando nel mare degli scarti / nella slow-motion il nastro crea, a ritmo accelerato, l’azione..è la genesi del tempo / l’unico tempo, quello già passato - tutto il resto è post-produzione

di SENZAQUALITA | 10:46 | commenti (13)
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domenica, dicembre 18, 2005
 

180° secondo

3’ d’implosione, 3’ nel parcheggio del linguaggio, 3’ di massaggio al messaggio, 3’ di riflessione, 3’ di respiro decomposto, 3’ di rimpasto, 3’ di fonemi disabitati, 3’ di rumori ben educati, 3’ d’apnea della trachea, 3’ di conati di reticenza, 3’ nell’ospizio della decenza, 3’ per puntualizzare un dissenso, 3’ di astrazione orale, 3’ di confusione mentale, 3’ di vissuto minimale, 3’ d’avanzo, 3’ in perfetto silenzio: artificio del dire ch’evidenzia l’elegante presenza d’una assenza..

ora basta, stooop! (si ricomincia)

di SENZAQUALITA | 22:20 | commenti (20)
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